Ma non so dire quale

«Chi è nato e cresciuto sul mare e poi vive in entroterra è un po’ più sordo degli altri. Una parte dell’orecchio è fissata a un suono mancante. E’ un po’ più cieco degli altri. Il tratto di orizzonte dove il suolo improvvisamente smette in faccia all’immensità, è stato definitivamente assegnato a una porzione di pupilla, che non può più essere riconvertita ad altra messa a fuoco che non sia quella chiamata in gergo “infinito”. »  (Erri De Luca)

Mi affascina questa idea che una ‘porzione’ dei nostri sensi sia occupata dalla memoria dei luoghi da cui proveniamo. Lo si potrebbe anche definire insight delle radici. Inevitabile, quindi, che ad un certo punto io mi sia chiesto quale è, ad esempio, la parte mancante del mio sguardo.

Sono nato in mezzo alla campagne e il mio ‘infinito’ dovrebbe essere l’orizzonte pacifico di uno strano mare senza onde: risaie e marcite. E pioppi, tanti pioppi come gavitelli per cime immaginarie. Dopo quelle campagne aurorali sono venuti altri luoghi, altre città. Tante e sempre più lontane.

Scrivo ‘dovrebbe’, perché mi sono reso conto che, in realtà, ogni nuova città in cui ho vissuto (e oggi sono in procinto di spostarmi ancora una volta) ha oscurato il legame originario. Sento di essere senza radici e il mio sguardo, la mia messa a fuoco si ritrovano senza àncore, alla deriva. A loro agio solo nel movimento. Come radici itineranti. E non escludo che tutto questo possa essere una delle configurazioni possibili della vocazione nomade di me fotografo.

Ci sono però, lo confesso, momenti in cui mi prende la nostalgia per un luogo, per una città. Ma non so dire quale.

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fotografo, critico, docente
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6 risposte a Ma non so dire quale

  1. antonio ha detto:

    Splendido, grazie. Ho provato a trasporre alcune delle tue riflessioni in fotografia con un progetto intitolato “Always Returning”. Magari un giorno lo vedrai.
    Ciao,
    Antonio

  2. Pingback: un bel regalo… | In-Sight

  3. Roberto Bianchi ha detto:

    E poi c’è chi, come me, è nato ed è da sempre vissuto in una città di mare ma sente che le sue radici non sono in quello stesso luogo. Le radici sono incredibilmente in profondità nella città di origine ( Siena) dei miei genitori e di tutto il resto della famiglia, io che non sono mai stato fisicamente residente in quella stupenda città, mi ritrovo a considerarmi senese a tutti gli effetti e pensare a Sanremo semplicemente come ad una tappa di passaggio della mia vita.

  4. Pingback: Lo sguardo delle radici | La valigia di Van Gogh

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