Alfabeto fotografico personale. Generosità

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Tasca D’Almerita, Tenuta di Regaleali, 2016

Credo che la Fotografia sia una faccenda di generosità. Nel senso che, quando fotografi, tu dovresti restituire al mondo, agli altri, ciò che l’Universo ha donato al tuo sguardo, al tuo essere.  Che poi è la stessa generosità di cui è imbevuto chi realizza un mandala con i fiori, scrive un haiku o disegna un ramo di bambù a inchiostro di china.

La generosità di ogni creazione, di ogni atto creativo.

Credo anche che la Fotografia sia un atto, un atto creativo, da compiere senza vergogna. Perché la vergogna trattiene sempre qualcosa e rende il tuo dono agli altri incompleto. Un dono a metà.

Se non è così, cioè: se non sei generoso e se hai vergogna, allora quello che stai facendo quando fotografi è solo Accademia. Fredda, polverosa, narcisistica Accademia.

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Nella bellezza dell’impermanenza

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Laura Lomuscio, da “Koi”

Voglio scrivere di Koi, la mostra fotografica d’esordio di Laura Lomuscio. Voglio scriverne per riferire cosa può accadere quando oltrepassi la superficie di un’immagine, quando entri nel suo territorio e ti abbandoni. Senza pensieri, aggirandoti in compagnia dello sguardo. Che è, poi, il solo modo per guardare un’immagine. Oltrepassare lo specchio ed entrarci.

 

LA CARPA – E tu chi sei?

IL VALIGIAIO – Sono un umano. E mi sono perso.

LA CARPA – Dove ti sei perso? O cosa hai perso?

IL VALIGIAIO – Qui, in queste foto. Non riconosco più niente.

LA CASA RIFLESSA – Ma è impossibile …

LA CARPA – … è impossibile.

IL VALIGIAIO – Come? Non vedete che tutto è fuori posto? Che tutto è diverso?

LA CARPA – Vuoi dire che non riconosci l’acqua? Non riconosci il cielo? …

LA CASA RIFLESSA – … non riconosci la carpa? …

LA CARPA, LA CASA RIFLESSA (insieme) – … non riconosci i pesci rossi?

IL VALIGIAIO – Si, li riconosco. Ma è tutto fuori posto. Sono dentro una fotografia che sembra un acquerello. L’orizzonte è sottosopra. Ciò che è solido è diventato liquido. Ciò che è liquido è diventato aereo.

LA CASA RIFLESSA – (sorride, materna) Ma no, caro umano-che-ti-sei-perso. Niente è fuori posto. Solo che i confini si sono spostati. Un po’ più in là, verso l’infinito.

LA CARPA, LA CASA RIFLESSA (insieme) – Sei dentro la creazione. Sei dentro una nuova mappa. Ti sei perso perché continui a orientarti con la tua.

LA CARPA – Vedi? Io continuo a nuotare, felice. Solo che nuoto nel cielo. Ma sono sempre carpa.

LA CASA RIFLESSA – Io ho perso la mia immobile solidità e ora fluttuo nell’acqua come un panno sfuggito alle lavandaie. Ma sono sempre casa.

LA CARPA, LA CASA RIFLESSA (insieme, ridendo) – Sei dentro la metamorfosi continua delle cose.

LA CARPA – Benvenuto, caro umano-che-ti-sei-perso …

LA CASA RIFLESSA – … nella bellezza dell’impermanenza.

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Laura Lomuscio, da “Koi”

Se anche voi, che siete o passate a Milano, volete perdervi nella bellezza dell’impermanenza di Koi (e delle cose tutte), avete tempo fino al 10 dicembre.

 

Laura Lomuscio – Koi

Arteca – Via Savona, 1 – Milano

Dal 10 novembre al 10 dicembre 2016

Orario: dalle 14.00 alle 20.00

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Lezione di sguardo

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Tasca D’Almerita, Tenuta di Regaleali 

Lezione di sguardo – Assorbi lo spazio, il suolo, il cielo e la luce, le pareti, i volti e i gesti. Fermati in mezzo alle piazze o ai vicoli, sulle rive dei fiumi o davanti al mare, abbraccia con lo sguardo ogni angolo, ogni ombra, ogni colore. Nessun particolare deve sfuggirti. Integra il mondo nella tua memoria. Immagina. Non dimenticarlo mai: lo sguardo di un fotografo inizia nel suo cuore, si estende al di là della pelle e finisce ai bordi dell’infinito.

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Alfabeto fotografico personale. Luoghi

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Quando mi chiedono Dove hai fatto questa foto? rispondo così:

Ho preso questa foto da un luogo dove veder passare una nuvola è un evento straordinario. Dove ascoltare il vento che si mescola agli spruzzi fra gli scogli è un evento straordinario. Dove sentire gli aghi dei pini marittimi che scricchiolano sotto i piedi è un evento straordinario.

Ho preso questa foto da un luogo dove tutto è straordinario, perché è l’universo che si mostra e avvolge. E io, con lo sguardo e con tutto il corpo, canto con lui: [Clic]

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Co-creatori

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Al termine di ogni workshop ho sempre bisogno di un po’ di tempo per riprendermi. Dal punto di vista fisico e, soprattutto, emotivo. Ho bisogno di tempo per far agire dentro di me tutto quello che ho ricevuto. Proprio così: ricevuto. Perché ogni workshop è un movimento in due direzioni: qualcosa esce da te per raggiungere gli altri e qualcosa arriva a te dagli altri. In genere un paio di giorni sono sufficienti. Ma stavolta, no. Dopo il workshop Uno sguardo divino. Uno sguardo in ascolto, con Shobha Battaglia, alla Tenuta Regaleali dei Tasca D’Almerita, c’è voluta una settimana per rielaborare la ricchezza e le emozioni di questo laboratorio. Tanta è stata l’intensità dell’esperienza e del lavoro.

E per rendere l’idea di quello che abbiamo vissuto, trovo che le parole di Alessandro Cartosio, il film maker che per cinque giorni ha riperso in video le fasi e i momenti più importanti del workshop, siano perfette:

Abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo cantato, ci siamo sporcati di fango, abbiamo sudato, ci siamo presi la pioggia, abbiamo bevuto divinamente e mangiato prodotti di lusso. Siamo stati parte della natura e abbiamo ragionato insieme sulla visione e sulla consapevolezza. Abbiamo pulito lo sguardo e lo abbiamo fatto con amore. La fotografia è stata un modo per vivere il tutto. Non dimenticheremo mai.

Ecco. Ci siamo sentiti tutti dentro a una bolla di energia e di creatività. Una bolla che comprendeva noi e la terra e l’aria e il paesaggio e la luce e l’uva e gli ulivi … Il nostro corpo e il nostro sguardo. Tutto insieme. Un unico autore. In questo workshop ci siamo sentiti vigna, uva, ulivo, luce, vento e nuvola, profumo e passione. In una parola: siamo stati co-creatori. Insieme all’Universo.

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E non è un caso se una parte di noi è ancora là, davanti alla mostra-istallazione fatta con una selezione delle foto del workshop appese insieme a grappoli d’uva, pomodori, melograni, rami di finocchietto selvatico, fichi. Sotto lo sguardo delle nuvole, mentre il vento scuote le foto come fossero lenzuola fresche di bucato stese al sole o preghiere tibetane. Non è un caso se una parte di noi è ancora là, accanto a quei doni meravigliosi che il nostro sguardo ha ricevuto e che abbiamo riconsegnato alla Terra  che ci ha accolti e ospitati.

 

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Trovate una selezione delle immagini di questa meravigliosa avventura nel sito di Mother India School

Qui le immagini del backstage  

Qui le immagini del progetto corale

 

 

 

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Haiku senza parole con mare, onda e controluce a Mondello

Dal mare di Mondello

Dal mare di Mondello

                                                                                                                                                     Dal mare di MondelloDal mare di Mondello                   

 

 

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Haiku senza parole con nuvole, azzurro e cretto di Burri

                                                                                                                                                                     

Dal cretto di Burri

Dal cretto di Burri

 

Dal cretto di Burri

Dal cretto di Burri

 

Dal cretto di Burri

Dal cretto di Burri

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