Dialoghi a Alicudi

La materia di Alicudi, 2016

La materia di Alicudi, 2016

                                                                                                                                                                                            

– Guardo l’onda che mi lambisce o mi sommerge, qui, sulla sponda. Secondo il vento.

– Io, invece, guardo il sole che mi asciuga e lascio che la salsedine mi avvolga di un altro colore.

– Ma non sentite, voi, il cappero muoversi sotto di noi? Non sentite le sue radici che ci accarezzano?

– Si, le sentiamo e aspettiamo il getto del suo fiore bianco e il suo profumo nella notte dolce.

– E tu cosa guardi?

– Io guardo l’ombra di questo umano che mi calpesta con delicatezza. Guardo i suoi occhi che fissano i miei pori e ascolto un rumore leggero, come goccia di temporale che cade sull’acqua, uscire dalle sue mani: [clic]. E in quel momento preciso sento che lui è diventato pietra, come me. E io gli appartengo.

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a Dialoghi a Alicudi

  1. Roberto Besana ha detto:

    Ed io ascolto il fitto chiacchiericcio della risacca con le pietre, vedonil bagliore dei riflessi del sale che si asciuga al sole, odoro il profumo della terra che si inebria del l’umidità salvifica

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