Tavolozza personale. Azzurro

Domenica ho guardato l’azzurro. Non quello del cielo. L’ho visto negli occhi di una donna anziana seduta su una sedia a rotelle, nella clinica che ospita mia madre.

Era un azzurro limpido, trasparente. Stava davanti alla vetrata dell’ingresso e aspettava. Un arrivo qualsiasi: un figlia, un genero, una nuora, un’amica. Era un azzurro che scrutava, che cercava. Un azzurro-attesa, con piccole striature di ansia.

Quando me ne sono andato, l’azzurro si era fatto liquido. Dava le spalle alla vetrata. Silenzioso. Sentiva  addosso tutto il peso dell’abbandono. Era diventato un azzurro-solitudine che scoloriva in azzurro-disincanto.

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Tavolozza personale. Azzurro

  1. raffaeledepascalis ha detto:

    l’immagine “fotografica” che si legge in questo racconto è semplicemente commovente. Grazie per queste “piccole” importanti emozioni che regali .

  2. paolo corona ha detto:

    Grazie. Uno scossone alla coscienza. Con ammirazione:Paolo.

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