Piume d’angelo

Una sera, a Berlino, in un caffè dalle parti di Alexander Platz, bevevo qualcosa insieme all’amico Bruno G. Ce ne stavamo lì, a parlottare sottovoce e a origliare la conversazione di due uomini seduti al tavolo vicino al nostro. Uno biondo, l’altro castano. Alti, eleganti. I volti nobili e malinconici, in egual misura. E le loro voci, bellissime, sembravano sempre sul punto di annunciare qualche verità. O svelare un mistero.

 

UOMO BIONDO – Ti stai abituando?

UOMO CASTANO – Si, poco per volta. E tu?

UOMO BIONDO – Così così. Ho ancora difficoltà a accettare il dolore e la stanchezza.

UOMO CASTANO – A me invece dà fastidio il sangue. Quello degli altri. Il mio l’ho assaggiato: buono, caldo. Ma non riesco a guardare il sangue degli altri.

UOMO BIONDO – Ieri sono stato a lezione di tristezza. Da un clown.

UOMO CASTANO – Un clown? Ma i clown non fanno ridere?

UOMO BIONDO – Si, ma da lui ho imparato a nascondere la malinconia dietro al sorriso. Sono strani gli uomini, vedrai. Devono sempre nascondere quello che provano dietro una maschera.

UOMO CASTANO –  A me, però, gli uomini piacciono. Invidio loro, per esempio, le immagini. Dipinti, foto, cinema. Un mondo parallelo in cui fuggono ogni volta che non ne possono più di questo. Un’altra dimensione.

UOMO BIONDO – Io, invece, agli uomini invidio i sogni. Chissà se anche noi, un giorno, riusciremo ad averne …

UOMO CASTANO – Le hai più viste? Le nostre ali?

UOMO BIONDO – No. Perse per sempre. Mi è rimasta solo questa foto

Piume d'angelo

Piume d’angelo

UOMO CASTANO – Non hai nostalgia?

UOMO BIONDO – Si. Mi manca il cielo. E tu?

UOMO CASTANO – Il volo. Mi manca il volo.

 

Al momento di pagare, il birraio dice sorridendo che il nostro giro di birre è stato offerto da quei due uomini. Bruno e io ci voltiamo di scatto. Volevamo ringraziare oppure offrire da bere a nostra volta. Ma non c’erano più. Spariti. E oltre ad averci offerto da bere, quei due avevano lasciato per noi un fascicoletto, tutto gualcito da mani e letture diverse:

MANUALE DI VOLO. PER ANGELI, AQUILE, AQUILONI, POETI E VISIONARI.

 

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Piume d’angelo

  1. raffaeledepascalis ha detto:

    visionario…poetico…angelico…non credo esistano gli aggettivi “aquilonico” e “aquilico” si sarebbero aggiunti a questi attimi in cui sei riuscito a farmi “volare” .
    Grazie Enrico.

  2. vilma ha detto:

    Chissà quanti ce ne sono, nel cielo sopra Berlino…. è per questo che capita, talvolta, di veder volteggiare una piuma, anche se non c’è vento e non ci sono uccelli……
    “Penso agli angeli
    sparsi qua e là
    inosservati [………]
    e se nessuno li vede
    è perché occorrono altri occhi
    che non ho
    e non desidero.”

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