(Pi) Atto Unico

Oggi metto in Valigia un testo più lungo del solito. Aveva un’altra destinazione. Mi era stato chiesto, da una cara amica, per un libro (di cui scriverò quando uscirà), ma sono andato – come si dice negli ambienti scolastici – “fuori tema”. In altre parole, oggi pubblico in Valigia un errore. Lo pubblico di domenica, così (se volete) avete un po’ più di tempo da dedicargli. Per la cronaca: il libro raccoglierà vari interventi su come sono cambiate le nostre immagini e rappresentazioni del cibo dal Dopoguerra a oggi.

 

(Pi) Atto Unico

Sul tavolo di una cucina sono appoggiati un panetto di burro, una bottiglia di olio e una confezione di margarina. Non c’è nessuno. Solo il ticchettio di una pendola a muro. 

MARGARINA – Certo che voi due (guardando Burro e Olio) la vostra età si vede tutta, eh?

BURRO – Che significa “la vostra età”? Un po’ di rispetto, per favore. Olio e io, se permetti, abbiamo fatto la storia degli alimenti. Siamo importanti come l’acqua e il fuoco. Di me parla anche la Bibbia. “Chi stringe con forza le poppe per trarne il latte, ne spreme il burro”. Proverbi, Libro XXX, versetto 33. Capito, smorfiosetta?

OLIO – Se è per questo nella Bibbia ci sono anch’io. “Gli alberi decisero di ungersi un re, e dissero all’olivo: “Regna su di noi!” Ma rispose loro l’olivo: “Perché rinuncerei al mio olio con cui si onorano gli dei e gli uomini, per andare ad agitarmi sopra gli altri alberi?”. Libro dei Giudici 9, versetti 7-9. E dopo il diluvio universale, cosa teneva nel becco la colomba che faceva ritorno all’arca? Dimmi, Margarina: cosa teneva?

MARGARINA – Ma non mi dire? (ironizzando) Una bottiglia di olio?

OLIO – (stizzito)  “Una foglia tenera d’olivo”. Genesi 8, versetti 10-11

MARGARINA – Ecco, appunto: vecchi. Siete vecchi. Siete un’idea di cibo scaduta.

BURRO – No cara, noi non siamo vecchi …

OLIO – … noi siamo antichi.

MARGARINA – E io sono la modernità, il nuovo, la leggerezza. E non ho nemmeno due secoli!

BURRO – E poi, che nome è mai il tuo? Mar-ga-ri-na. Un nome da operetta: Margarina. Margarina Von Trotta, appena uscita dalla locanda del Cavallino Bianco.

OLIO – Margarina Von Trotta (sorridendo). Buona questa!

MARGARINA – (guardando Olio con aria provocatrice) Perché? Mi hai assaggiata?

OLIO – (guardando burbero Margarina) Per carità! Buona la battuta, non tu. Io non assaggerei mai una cosa come te: senza fantasia. Il tuo sapore è senza fantasia. Come il tuo nome. Non sapevano come chiamarti e ti hanno dato il nome dell’acido con cui ti hanno costruita: acido margarico.  

BURRO – Ben detto, Olio: costruita. In laboratorio, da un farmacista francese.  Nell’Ottocento! Ma lo sai, cara Margarina (facendole il verso) così moderna (pausa) così nuova (pausa) così leggera (pausa), lo sai che mi usavano anche come rimedio per il mal d’occhi e per le malattie della pelle?

MARGARINA – Adesso, caro Burro, no! Non tirare fuori un’altra volta la storia che hai fatto cinema. Lo so, lo so. L’hai già detto cento volte: Bertolucci, Parigi, Marlon Brando, l’ultimo tango bla bla …

OLIO – Tutta  invidia, cara. Tutta invidia. Tu, Margarina Von Trotta, sei solo il frutto di un esperimento, non di un’esperienza.

BURRO – Ben detto, Olio: esperienza! Del resto, diciamolo, quale madre avrebbe spalmato di margarina la fetta di pane per la merenda dei bambini? O per la colazione? D’altra parte si dice, appunto, imburrare. Dal tuo nome mostruoso, invece, ogni verbo è impossibile.

MARGARINA – Cosa ci sarebbe di male? Margarinare non vi piace? (silenzio) Poi, guardate, anch’io possiedo la mia genealogia nobile.

OLIO – Ma non hai ancora duecento anni! Che passato puoi avere, tu? Quale nobiltà?

MARGARINA – Sappiate che il farmacista che mi ha creata, anche se voi lo deridete, lo ha fatto per dotare la marina di Napoleone III di un alimento che, a differenza di te, caro Burro, non irrancidisce. E sono più economica. (con ironia) “Scoperto il burro eterno”, Le Figaro, pagina 3, colonna 1.

OLIO – Napoleone III. 1869. Tutto qui? Che dire, allora, di Zeus? Che aveva promesso la città di Atene a chi, tra gli dei, gli avesse offerto il dono più utile per l’umanità?

MARGARINA – Non mi dire? (sbadigliando con enfasi) Un’altra bottiglia di olio?

OLIO – L’olivo! Zeus scelse l’olivo, la pianta che Atena ordinò alla terra di produrre.  Un albero nuovo, meraviglioso. Il dono più utile per l’umanità. Vedi, Margarina Von Trotta, la mia genealogia? Io, Olio, sono stato scelto dal padre di tutti gli dei: Zeus.  Altro che Napoleone III.

 

(Entra in cucina un ragazzino che ascolta musica con gli auricolari. Ha in mano un sacchetto di McDonald’s. Si siede al tavolo e inizia a mangiare un hamburger. Il ragazzino guarda la confezione di margarina, il panetto di burro e la bottiglia di olio)

RAGAZZINO – (con la bocca piena) Questo si che è cibo. Voi (indica Olio Burro e Margarina) siete già cibo da spazzatura.

 

[SIPARIO]

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fotografo, critico, docente
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