Il cigno e la fotografia

In Africa, un contadino aveva un campo che era tutta la sua vita. Una notte, una tempesta violentissima, un vero e proprio diluvio, stava seppellendo d’acqua tutta la terra. Il contadino non si perse d’animo e per salvare il raccolto iniziò a scavare canaletti di scolo, in tutte le direzioni. Scavò tutta la notte, come un pazzo, senza sentire la stanchezza. Lo muoveva la fede in quello che stava facendo: era sicuro che il suo lavoro sarebbe servito a qualcosa. Verso l’alba, stremato, si addormentò.

Al suo risveglio la tempesta era passata e il sole era già alto nel cielo. Il contadino, per verificare i danni della notte, salì con apprensione su una collinetta per guardare meglio il suo campo. Fu in quel preciso momento che si accorse che tutti i canaletti di scolo scavati nella notte formavano il disegno di un bellissimo cigno.

Ecco, questa sera a Piacenza, dagli amici di Fotosintesi Studio, parlerò di questo. Parlerò salendo sulle collinette dello Sguardo e della Memoria e insieme guarderemo giù, per vedere quale cigno, quale disegno forma la Fotografia vista da queste prospettive.

 

(Sguardo, memoria, fotografia – Fotosintesi Studio, Via Sopramuro n. 45, Piacenza – ore 18,30)

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fotografo, critico, docente
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