Tentativi di fotografia immaginaria

Oggi, primo giorno di un nuovo autunno, vorrei fotografare: il tempo che passa, il tempo sprecato, i rimorsi, i rimpianti, le attese, i giorni che mancano, le mie paure, il mio cuore malato, i capelli di mio padre, le navi che passavano all’orizzonte quando ero in colonia dalle suore, i silenzi feroci, le gioie improvvise, l’eco dei litigi, la rabbia, la compassione, gli affetti, la solitudine dell’orizzonte e la mia, il profumo dell’erba tagliata, le notti insonni a parigi e le navigazioni notturne, l’adrenalina e la noia, le debolezze e le arroganze, le occasioni perdute e quelle mancate, i fiori sulla testa di mia madre sposa, il sapore delle carezze, i ritardi, i risvegli …

E oggi, primo giorno di un nuovo autunno, frugherò tra i miei attrezzi per scovare la pellicola (o la parola) più sensibile che sappia accogliere anche una sola di queste figure.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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