Raccontino con figure

Folon

Folon

Mi chiamo Ariel. E guido nuvole. Sono un Guidatore di Nuvole. Il cielo è il mio elemento, la mia casa. Scendo a terra di rado, solo per rifornire la cambusa. Cosa faccio?

Porto notizie del tempo agli stormi e li avviso quando è ora di migrare. Porto acqua, come una bettolina, e scarico pioggia dove è necessario. O dove mi implorano. Faccio un poco d’ombra nelle giornate torride, velando il sole per qualche minuto. Nascondo gli uccelli nelle stagioni della caccia. O raccolgo gente che si è smarrita, per un motivo o per l’altro, nel firmamento. Come l’omino di Folon che, un mese fa, si era perso nel cielo a cavallo di un arcobaleno. O come i due fidanzati di Chagall, che avevano deciso di staccarsi dalla terra e non avevano un posto dove stare. Trasporto fantasie e sogni. Per chi ne ha ancora.

Marc Chagall

Marc Chagall

Non è facile, sapete? Le fantasie, per esempio. Ho solo pochi secondi per capire, da quassù, quale immagine proiettano gli uomini sulle nuvole che sto guidando. E una volta intercettato il loro pensiero, ho ancora meno tempo per dire agli uccelli che volano con me, di tagliare le nuvole e dare forma, che so?, a un vascello, un coniglio, un profilo di donna, un cammello, un vecchio. Se sbaglio, nascono discussioni. E mi dispiace. È una grotta.  No, è un grande orecchio, non vedi? Ti dico che è una grotta. Mica facile capire cosa vede la gente. In una nuvola, poi.

E trasporto teste. Le teste di chi ha sempre la testa fra le nuvole. Mi piace, mi fanno compagnia. L’omino di Folon se ne sta sempre malinconico sul ponte, a scrutare l’orizzonte, in cerca del punto dove nasce l’arcobaleno. I fidanzati di Chagall, quelli, se ne stanno chiusi in cabina e non si vedono mai. Con le teste, invece, ci parlo. Le ascolto. Ascolto i loro sogni, le loro utopie. Poi le porto a destinazione, se ce l’hanno. Altrimenti viaggiano con me. Per tutto il tempo che vogliono. Come la testa del tizio che ho raccolto un paio d’anni fa. Dice di essere un blogger. Non so che cosa significa. Però è simpatico. La prima cosa che mi ha chiesto, quando la sua testa è salita bordo, è stata: Dove atterrano le nuvole quando fai rifornimenti? Dove capita, gli ho risposto. Anche in un parcheggio della Coop? Si, perché me lo chiedi? gli domando. Perché credo di aver già visto questa nuvola. Anzi, credo anche di averla fotografata. Guarda qua.

E mi ha regalato questa foto, che porto sempre con me.

Il giorno che ho visto per la prima volta il Guidatore delle Nuvole

Il giorno che ho visto per la prima volta il Guidatore delle Nuvole

 

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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2 risposte a Raccontino con figure

  1. Roberto ha detto:

    Coinvolgente il testo, immaginifico il tema, delicata l’esecuzione, ricercabile e apprezzabile la libertà di pensiero , cosa di più ? Un albero che si avvicini alle nuvole e giochi con le sue fronde e i suoi rami a scompigliarle per non renderle monotone nel freddo inverno che ci sta raggiungendo .

    P.S. Se vuoi ho anche un’immagine per quello che scrivo

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