Appunto per i futuri laboratori

Al termine di un laboratorio sono sempre un po’ stremato. Metto in gioco tutta la capacità di ascolto di cui sono capace.

Lancio una serie di suggestioni verbali, visive, sensoriali, drammaturgiche, musicali e aspetto di vederle maturare nel corpo, nella mente e nello sguardo dei fotografi. Seguo ogni piccolo movimento, evoluzione, smottamento. E aspetto.

Poi, quando mi rendo conto che qualcosa è avvenuto, inizia il momento più intenso e delicato: ascoltare e raccogliere le suggestioni che provengono da loro, dai fotografi. Perché anche loro, a un certo punto, avvertono che qualcosa è avvenuto. A quel punto tutti siamo immersi in un’unica armonia, in una polifonia che si espande senza più distinzione di ruoli. Si espande nella creazione.

Tutto questo rende ogni laboratorio un’esperienza originale, unica. Dovrò decidermi, prima o poi, a filmare queste unicità.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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