Piccola lezione sulla Forma in due paragrafi e una esercitazione permanente

Il mondo si estende ben oltre la nostra comprensione. Inafferrabile. Inesplicabile.

Ogni volta che noi creiamo una Forma – sia essa immagine, parola, danza, melodia – noi tentiamo di capire. Il mondo. E un po’ di noi.

Proviamo allora, ogni giorno, a praticare la sensazione di infinito nascosta nella linea dell’orizzonte. O appena sopra la collina successiva o a quella dopo o a quella più lontana ancora. Fino a quando resta solo l’indaco. Così, se impariamo a scorgere la Forma dell’infinito, sarà più facile trovare la Forma per capire il ghiaietto del nostro cortile, il colpo di zappa che scalfisce la terra secca, il profugo che chiede  acqua, i suoni della notte, la corsa di un bambino in ritardo, il latte che bolle nel bricco …

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fotografo, critico, docente
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