Diario d’estate. Com’è andato il viaggio?

C’è stato un tempo in cui quando mi chiedevano: Perché questa immagine è debole? io, sinceramente, non sapevo proprio bene cosa rispondere. Mi mettevo lì, con il fotografo, guardavo l’immagine, la scomponevo insieme a lui, la mettevo in relazione con altre immagini, provavo a rinquadrarla con qualche taglio. Ma alla fine, io non ero soddisfatto e, credo, nemmeno il fotografo. La domanda restava senza risposta.

Poi, un giorno, sono capitato dentro a Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy e lì, in quella storia, ho intuito la risposta. (La vita gioca di questi meravigliosi scherzi: rimescola tutte le carte, tutte le tue coordinate e, tac!, ti svela un arcobaleno dove non te lo saresti mai aspettato).

La scena è questa. Immaginate un aeroporto. Zona degli arrivi. Folla che attende. Disordinata, emozionata, accaldata, impaziente. Riuscite a vederla? Bene. Adesso immaginate un uomo, che si è vestito elegante, per andare a ricevere la ex moglie e la figlia che arrivano dall’America. Non le vede da tanto tempo (dieci anni, mi sembra di ricordare). Lo vedete? Sudato, agitato, che aspetta che il sipario-porta degli arrivi si apra. Finalmente il sipario si apre e le donne entrano in scena.

Bene. A questo punto, lui, l’uomo che avete immaginato, va incontro alla ex moglie e alla figlia e cosa dice? Eh, cosa pensate che dica? “Com’è andato il viaggio?”. Proprio così. Di tutte le cose che avrebbe potuto dire, lui, dopo dieci anni, lui se ne esce con questo Com’è andato il viaggio? Anche Arundhati Roy si sente in dovere di dire qualcosa. Questa.

Ma in momenti simili vengono sempre dette solo le Piccole Cose. Le Grandi Cose si acquattano dentro, non dette.

E lì ho capito che la frase pronunciata dall’uomo era una piccola frase perché la più lontana da quello che sentiva veramente. La più lontana da lui, dal suo centro emotivo. A questo punto credo che avrete già capito dove voglio portarvi con queste mie chiacchiere.

Così, dopo aver scoperto questa scena, ogni volta che mi chiedono (o che mi chiedo) Perché questa immagine è debole? io rispondo (e mi rispondo) con un’altra domanda: Dove sei tu, in questa foto? Quanto lontano è il tuo sguardo dalle Grandi Cose? Quanto lontano sei dal tuo centro emotivo e da quello della vita che stai guardando?

 

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fotografo, critico, docente
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