Risonanze. Modi di dire, modi di vedere

Il post di oggi è un po’ più lungo del solito. Quindi prendetevi, se volete, un po’ di tempo in più. Sia per leggerlo sia per eseguire, chi volesse, gli esercizi che sono nascosti in filigrana. (Io me ne servo spesso durante i laboratori). Oppure saltatelo.

I precedenti articoli raccolti sotto il titolo di “Risonanze” erano costruiti – senza testo –  intorno a una sequenza di immagini che, per i motivi più diversi, entravano in risonanza tra loro. Come rime, come allusioni, come reciproche illuminazioni. La “Risonanza” di oggi no. È un montaggio di parole, di citazioni che formano una sequenza dove sono i testi a risuonare tra loro. Ma senza immagini. Le immagini dovete metterle voi. Dovete immaginare.

Non è complicato. In fondo, lo fate ogni volta che leggete un romanzo, dei versi. Ogni volta che sognate, che ricordate, che pensate a un uomo, a una donna, che  fantasticate, che pensate a un tempo o a una città lontana … Immaginate, vedete per immagini.

Le “Risonanze” di oggi raccontano quattro modalità di sguardo (visionario) sulle cose. Quattro ‘passeggiate’ tra i tanti modi possibili per costruire immagini. Guardando il mondo come luogo di colori; come campo di linee e forze dinamiche; come inventario; come raccolta di pezzetti di vita sparpagliati come relitti.

Buio in sala. Si comincia.

“Ecco uno schizzo di un seminatore: vasto terreno di zolle di terra arata, in gran parte di viola deciso. Campo di grano maturo, d’un tono ocra giallo con un po’ di carminio. Il cielo, giallo cromo chiaro  […]. La blusa del Seminatore è blu e i pantaloni bianchi. […] Nel terreno ci sono molti richiami di giallo, dei toni neutri che risultano dalla mescolanza del viola col giallo […] Città viola, astro giallo, cielo blu-verde. Il grano ha tutti i toni oro antico, rame, oro-verde o rosso, oro-giallo, bronzo-giallo, verde rosso.” […]

 

“Gli elementi formali della grafica sono: punti, energie lineari, piane e spaziali. […] Sviluppiamo quanto s’è detto: facciamo, disegnando un tracciato topografico, un breve viaggio […]. Superato il punto fermo, si ha la prima azione motoria (la linea). Dopo poco una sosta, per riprendere fiato (linea spezzata ovvero, se ci fermiamo più volte, linea articolata). Occhiata all’indietro, per vedere quanta strada abbiamo fatto (contro movimento). Si riflette sulla via da seguire (fascio di linee). Un fiume vorrebbe ostacolarci il cammino, e noi ci serviamo di una barca (movimento ondulatorio). Più a monte avremmo trovato un ponte (arcate). […] Attraversiamo un campo non arato (superficie percorsa da linee) […] Dei canestrai tornano a casa sul loro carro (la ruota). Più tardi, l’aria si fa afosa e scende la notte […] All’orizzonte, un lampo (linea a zigzag), ma sul nostro capo ancora qualche stella (una seminata di punti). […] Prima di addormentarci, parecchie cose riappariranno sotto forma di ricordi, ché un viaggetto del genere lascia molte impressioni. Le linee più varie: macchie, puntini, superfici uniformi, superfici variolate e striate; movimento ondulatorio, movimento frenato e articolato; contro movimento; intreccio e trama; muri e squame; monodia e polifonia; […] Il lampo richiamava quel diagramma della febbre. Di un bambino malato … Un tempo.”

 

“Andiamo? / Andiamo pure. // All’arte del ricamo, / fabbrica di passamanerie, / ordinazioni, forniture. / Sorelle Purtarè / Alla città di Parigi. / Modes, nouveauté. / Benedetto Paradiso / successore di Michele Salvato, / gabinetto fondato nell’anno 1843. / Avviso importante alle signore! / La beltà del viso, / seno d’avorio / pelle di velluto. […] / La pasticca del Re Sole. […] / Insuperabile sapone alla violetta. / Orologeria di precisione. / 93 / Lotteria del milione. / Antica trattoria “La pace”, / con giardino, / fiaschetteria, / mescita di vino. […] /Oggetti d’arte, / quadri, antichità, / 26 / 26 A. / Corso Napoleone Bonaparte. / Cartoleria del progresso. […] / Lavanderia, / Fumista, / Tipografia, / Parrucchiere, / Fioraio, / Libreria, / Modista. […] / Affittasi quartiere, / rivolgersi al portiere / dalle 2 alle 3. […] / Teatro Comunale / Manon di Massenet, / gran serata in onore / di Michelina Proches. / Politeama Manzoni, / il teatro dei cani, / ultima matinée. […] / Giacinto Pupi, / tinozze e semicupi. / Pasquale Bottega fu Pietro, / calzature … // Torniamo indietro? / Torniamo pure.”

 

“ … sensazione pazza in america quando il sole bolle sulle strade e la musica vien fuori da un juke-box o da un funerale che passa lì vicino, tutto questo è ciò che Robert Frank ha catturato in queste straordinarie fotografie scattate durante un viaggio sulla strada attraverso quarantotto stati a bordo di una vecchia auto usata […] prete di colore che al tramonto o alle prime luci dell’alba si acquatta nel panciuto liquido chiaro ventre mer del Mississipi presso Batoun Rouge e per una qualche ragione porta con sé una croce bianco latte e segreti incantesimi […] o la foto di una sedia in qualche caffè con il sole che filtra dalla finestra e s’appoggia sulla sedia in un sacro saluto […] Un cowboy alto e magro che si rolla una sigaretta fuori dal Madison Square Garden di New York prima dell’inizio della stagione dei rodei, triste, lungo e sottile, poco credibile – Campo lungo con strada notturna che sfreccia desolata dentro le immensità e le pianure di una America impossibile da credere dalle parti del New Mexico sotto una luna da prigioniero […] Vecchie donne sfatte e trasandate di Los Angeles che s’appoggiano e scrutano dal parabrezza di una qualche auto, una qualsiasi domenica mattina, goffe, sputano sentenze per spiegare che tutto è ok in America a piccoli bambini sparpagliati sul sedile posteriore – Un tizio tatuato che dorme sul prato in un parco di Cleveland, che russa morto al mondo in una domenica pomeriggio fatta di troppi palloncini e troppe barche a noleggio … “

(Dissolvenza a chiudere, con il rumore di una moneta che fa partire un juke-box. Poi si accende una canzone, quella che state sentendo, adesso, nella vostra testa)

 

Titoli di coda

Vincent Van Gogh, Lettere a un amico pittore

Paul Klee, Confessione creatrice

Aldo Palazzeschi, La passeggiata

Jack Kerouac, Introduzione a The Americans: fotografie di Robert Frank

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