Diario d’estate. Fotografia immaginaria

Vorrei fotografare l’odore della terra dopo la pioggia. Ha un nome, questo odore: petricore. Ma non ha, che io sappia, un’immagine.

E metterei questa immagine e questo odore tra le cose da salvare, in Valigia, accanto alla boccetta del profumo di erba medica e a quella dell’erba tagliata.

 

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Diario d’estate. Fotografia immaginaria

  1. Roberto ha detto:

    Come non ha un’immagine ? È ben chiara nella mente come quella dei boschi bagnati di rugiada mattutina o della brina che accarezza l’erba e del ghiaccio , che fa compagnia alle rocce in inverno o del sole che sprigiona i profumi della macchia mediterranea . Certo che per averne un’immagine è fondamentale avere la mente libera per percepirli e farli propi nel silenzio della solitudine .

  2. daniela dionori ha detto:

    io vorrei lenzuola profumate di foglie di fico. Perché a volte l’immagine è un di più

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