Drammaturgia per uno spezzone di dialogo con un vecchio fotografo

  1. INTERNO. APPARTAMENTO – GIORNO

Due uomini siedono, di spalle, davanti a una finestra. Sono lo scrittore e critico John Berger e un anziano fotografo. Carrellata di avvicinamento mentre i due uomini conversano in tutta tranquillità.

Controcampo a stringere sul volto di John Berger. La MDP resta fissa sul primo piano di John Berger per tutta la sequenza.  

John Berger

John Berger

VOCE FUORI CAMPO  

La sola cosa della fotografia che mi interessa è la mira. Prendere la mira.

JOHN BERGER

Come un tiratore scelto?

Dopo un momento di silenzio  il dialogo riprende

VOCE FUORI CAMPO  

Conosce il trattato buddista zen sul tiro con l’arco? George Braque me lo diede nel millenovecentoquarantatre

JOHN BERGER

Temo di no

VOCE FUORI CAMPO  

È uno stato dell’essere, una questione di apertura, di dimenticanza di se stessi

JOHN BERGER

Non si mira alla cieca?

Il dialogo rimane per qualche momento in sospeso. Dalla finestra arrivano i rumori ovattati della città.

VOCE FUORI CAMPO  

No, c’è la geometria. Cambi posizione di un millimetro e la geometria muta

JOHN BERGER

Ciò che lei chiama geometria è estetica?

VOCE FUORI CAMPO  

Nient’affatto. È come ciò che matematici e fisici chiamano eleganza, quando discutono di una teoria. Se un approccio è elegante forse sta avvicinandosi al vero.

JOHN BERGER

E la geometria?

La risposta rimane ancora in sospeso. Si sentono i rintocchi di una campana e la sirena di un’auto della polizia.

VOCE FUORI CAMPO  

La geometria entra in scena per via della sezione aurea. Ma i calcoli non servono. Come diceva Cézanne: “Quando comincio a pensare, tutto è perduto”. Quel che conta in una foto sono la sua pienezza e la sua semplicità.

 

  1. INTERNO. APPARTAMENTO – GIORNO

Primo piano sul fotografo che, con una Leica tra le mani, guarda in macchina con occhi attenti, assuefatti a osservare.

Cartier-Bresson

Cartier-Bresson

CARTIER-BRESSON

Nulla va perso, amico mio. Quel che hai visto rimane con te. Sempre.

Dissolvenza a chiudere nel suono leggero di un clic e con i  rumori della città sempre più intensi.

 

(Liberamente immaginato da “Un questuante in metropolitana” di John Berger)

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fotografo, critico, docente
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