Alfabeto fotografico personale. Allegoria

Gabriele Basilico, Beirut, 1991

Gabriele Basilico, Beirut, 1991

In un commento alla Valigia di ieri l’amica Sonia si domandava se la fotografia può rappresentare concetti filosofici (Tempo, Spazio, Infinito …).

Penso di si, rispondo. Anche se lo fa a modo suo. Davanti ai concetti e alle astrazioni, la fotografia mi pare si muova per allusioni, per evocazioni. Prende, cioè, qualcosa di concreto –  come un muro, per esempio – e la trasforma in allegoria.

A questo, credo, servono le equivalenze visive di cui la fotografia si nutre: a trasformare le descrizioni in forme simboliche.

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fotografo, critico, docente
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