Diario d’estate. Riletture

Come ogni estate, la Valigia ospiterà – qua e là – qualche foglietto stravagante, qualche appunto che sembra non c’entri granché con quanto abitualmente raccoglie. Ma la Valigia è uno spazio curioso e anche un po’ ingordo. Si alimenta di tante piccole cose ed esperienze e ha una passione smodata per mercatini, bagatelle, chiacchiere dal sapore di crema solare, incontri, pensieri leggeri e in libertà, raccontini e annotazioni volanti. Senza pretese. Li riconoscerete, questi foglietti, subito dal titolo: Diario d’estate. Potete anche saltarli, se credete.

E questa è la prima bagatella d’estate. Tra le due esecuzioni delle Variazioni Goldberg di Bach, quelle suonate dal grande Glenn Gould, ci sono ventisei anni di distanza e, soprattutto, quasi venti minuti in più. Cioè: la rilettura della partitura ha portato a un rallentamento dell’esecuzione e a una nuova interpretazione.

Capita anche con le riletture dei libri. A me, per esempio, è successo con Le città invisibili di Calvino. Lette ai tempi dell’università, quello che cercavo nel testo di Calvino era la struttura, il progetto dell’architettura creativa. Rilette dopo anni, sono entrato nelle pagine da un’altra porta e mi sono perso in un labirinto di immagini che avevo solo sfiorato. Con la rilettura, sono entrato nel testo dalla porta che conduce dritta dritta allo stupore.

Anche per le fotografie accade la stessa cosa. Un’immagine riletta dopo anni è come se fosse un’altra immagine. E’ un’altra immagine. Le Verifiche di Ugo Mulas, per esempio. Quando le ho viste/studiate la prima volta (era verso la fine degli anni Settanta), quella prova concettuale non mi apparteneva. La sentivo lontana, lontana dalle strade e dai conflitti dove agiva la mia idea di fotografia di allora. Rilette dopo anni, dopo l’avvento del digitale, ne ho colto invece tutto il peso intellettuale. Sono entrato in quelle immagini da un’altra porta ed è stato come tornare alla fonte, alle origini del mio lavoro.

Ugo Mulas, da 'Le verifiche'

Ugo Mulas, da ‘Le verifiche’

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a Diario d’estate. Riletture

  1. Roberto ha detto:

    Appunti estivi ma di spessore come sempre. Tutto quello che viviamo assume connotati diversi in situazioni diverse, come le opere studiate a scuola che rilette con occhi maturi diventano piacevoli perché non costrette, come una musica sentita in un momento psicologico particolare che diventa un piacevole ricordo ma che oggi non apprezzeremmo con altrettanta forza

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