Uno sguardo privato

Mia madre

Mia madre

Forse non c’entra molto con i discorsi che in genere tengo in questo blog, ma la Valigia è anche un diario personale. E allora può capitare che io raccolga piccole esperienze personali, minime, che hanno valore più privato che pubblico. Ma che ritengo importanti, almeno per me e per i miei ricordi.

Come ieri, per esempio. Ho accompagnato mia madre in ospedale per una visita in ortopedia. Ero con lei sul pullmino dell’Auser. Le tenevo la mano, per tranquillizzarla e per evitare che la sedia a rotelle su cui era seduta sbandasse nelle curve.

Ma io non sono mai stata in ortopedia, vero?

  Ci sei già stata. La settimana scorsa. Per le radiografie.

Davvero?

Si.

Ah. Non mi ricordo.

Le tenevo la mano. Sentivo la secchezza e la fragilità di quel polso. Sentivo il freddo di quelle dita, dove il sangue circola ormai con fatica. E ascoltavo, ascoltavo discorsi ascoltati tante altre volte.

Ma io non sono mai stata in ortopedia. Non mi ricordo.

Ascoltavo con pazienza, con un sorriso e, forse, anche con amore. E pensavo che arriva un momento in cui i figli sono chiamati a restituire

Dove stiamo andando?

In ortopedia, mamma.

Ma io non ci sono mai stata in ortopedia.

ai genitori qualcosa dell’amore che hanno ricevuto. Anche se restituiscono sempre meno di quanto hanno ricevuto. Le tenevo la mano, l’ascoltavo e guardavo la sua fragilità.

Dove stiamo andando?

In ortopedia. Siamo quasi arrivati.

Guardavo la sua fragilità con uno sguardo che era un miscuglio di affetto, tenerezza, compassione. E impotenza, in certi momenti.

Ma io non sono mai stata in ortopedia, vero?

E ho pensato che sarebbe bello se anche solo una briciola di quello sguardo così tenero, restasse appiccicata alle mie ciglia quando guardo la gente, il mondo, la vita.

 

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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6 risposte a Uno sguardo privato

  1. Il Maggiordomo della Casa ha detto:

    Dopo vent’anni quale fotografia ci rimarrà più cara? Il capolavoro per il quale avevamo impiegato tutto il nostro sapere fotografico oppure la foto della mamma scattata mentre avevamo il singhiozzo?

  2. Roberto Besana ha detto:

    Min levo il cappello davanti a tanta sensibilità ed amore, cosa raro leggere di queste abituali situazioni che normalmente si vedono affrontare con scarsa pazienza perché tolgono momenti alla propria vita, al propio essere , al propio io.
    I legami parentali sono sempre più cadenzati dagli impegni frivoli o meno, e l’allungamento della vita molte volte non fa altro che renderli critici perché non siamo abituati a gestirli da soli senza il supporto della grande famiglia allargata di tempi addietro in cui tutti ci si sosteneva vicendevolmente .
    Ciao roberto

  3. Davide ha detto:

    Ti assomiglia .

  4. Pingback: Uno sguardo privato | silvia paganino | fotografie

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