Fotografia d’istinto

Ieri, cercando di mettere un po’ d’ordine tra libri, appunti sparsi e foglietti volanti, ho ritrovato una vecchia nota, scritta parecchio tempo fa. Confesso che mi piace fare questa cosa: ritrovare dove sono nati certi pensieri, le strade che ho percorso e quelle che ho abbandonato. E’ come sfogliare un album di fotografie. Solo che i soggetti sono le idee. E questo è il ritratto di un pensiero ritrovato:

«Non sarà che davanti ai volti ci comportiamo come quando restiamo ipnotizzati dal fuoco del camino? Voglio dire: a volte un viso ci colpisce non perché la nostra ragione crede di scorgere in quel viso una storia o un mistero, ma perché ne siamo istintivamente attratti. Non sappiamo perché, ma è così. Attratti e basta. Senza domande, senza strategie, senza regia. Siamo risucchiati da quel volto-Maelström e lo fotografiamo. Punto. E mi domando se questo modo di fotografare “selvaggio”e istintivo, non sia forse il più sano, il più autentico.»

Già, l’istinto. L’istinto fotografico. Pensiero, chissà perché, un po’ trascurato. Forse perché preferivo parlare di “costruzione”, di “progetto”. Eppure, davanti a certe immagini, istinto è la sola parola-chiave che mi permette di entrare in quelle fotografie. (Come è stato, per esempio, l’altra sera, quando ho scoperto i primi lavori di Efrem Raimondi. Istinto. Lo capisco bene adesso. Ma di questo parlerò un’altra volta).

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Fotografia d’istinto

  1. Efrem Raimondi ha detto:

    grazie per la citazione enrico!
    non so dire se per quei due lavori ai quali ti riferisci, istinto sia corrispondente. ma davvero non lo so… per certi versi forse. certamente l’ingenuità è stata fondamentale. e però anche avere un’idea di fotografia. insomma… ne riparleremo spero

  2. paolocorona ha detto:

    Credo che agire di istinto corrisponda a conservare in noi il bambino e il giovane che siamo stati e che ogni tanto lasciamo prevalere sull’uomo che siamo divenuti. Ma non é istinto, é il nostro sguardo che torna a trovarci dal passato. Io l’incanto che suscita un viso lo giustificò cosi e le visite che ricevo mi allietano e prego che continuino. Un saluto .

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