Alfabeto fotografico personale. Apparecchiare la scena

C’è un’espressione che mi piace tantissimo: apparecchiare la scena. La uso per descrivere il lavoro che precede lo scatto. Lo dico subito: non è mia. E’ di Pirandello:

“Apparecchiata la scena, il direttore vi dispone gli attori e suggerisce loro l’azione da svolgere.” (Quaderni di Serafino Gubbio operatore).

Non è mia, dicevo, ma l’ho fatta mia. Nel senso che me ne servo per descrivere quando preparo un set, dispongo le luci, calibro la posizione degli oggetti, decido se rinforzare le ombre o dare enfasi al bianco … Quando, insomma, preparo tutto con cura per ricevere qualcuno. Lo spettatore, il mio ospite.

E secondo me questo verbo, apparecchiare, chissà, forse l’avevano in testa anche i pittori fiamminghi

Willem Claes Heda

Willem Claes Heda

Cezanne

Magari anche il più frugale Giorgio Morandi, senza tovaglia

o Mario Giacomelli

Mario Giacomelli, Natura morta, ca 1955

Mario Giacomelli, Natura morta, ca 1955

(continua, domani)

 

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fotografo, critico, docente
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