Il quadrato non si addice a certe foto

A lezione, quando parlo del quadrato, ripeto spesso che a certe foto il quadrato non si addice. Intendiamoci: non ho niente contro il quadrato. Anzi. Lo amo e lo uso con una certa frequenza: il 6×6 classico o il più recente (e ruspante) formato Instagram.

Del quadrato mi piace il suo modo naturale di mettere equilibrio nelle cose. Perché tutto sembra convergere verso un unico centro. Inquadri e, tac!, il mondo appare subito in ordine, anche là dove ordine non c’è.

Ma a certe foto, dicevo, il quadrato non si addice. Come questa:

© Elliot Erwitt

© Elliot Erwitt

Perché al quadrato manca la visone periferica, la pressione di ciò che sta ai confini dell’inquadratura. E a volte è proprio ciò che sta ai margini, lontano dal centro, la cosa più importante da mostrare. E’ la tensione dei margini. Perché non tutto può essere ricondotto a ordine ed equilibrio.

Come ha fatto Erwitt, in modo visivamente efficace, in questo rettangolo di mondo infame. Dove un uomo di colore, nell’America degli anni Cinquanta, poteva stare solo ai margini dei bagni e della società. O di un’inquadratura rettangolare.

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fotografo, critico, docente
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