Ispirazioni. 1

Oggi voglio inaugurare, qui in Valigia, una nuova categoria-etichetta: Ispirazioni. Cioè: tutte quelle cose invisibili che non compaiono nelle mie fotografie, ma che esistono, premono, convergono lì, in ogni clic. Anche a mia insaputa.

Tutte quelle cose che, in un certo senso, rappresentano il sottotesto, la sottopartitura delle mie immagini. Le raccoglierò alla rinfusa, come emergeranno di volta in volta e darò loro visibilità, almeno per una volta. Una specie di lunga didascalia dei miei copioni visivi.           

Mozart: il secondo movimento del concerto per clarinetto e tutto Il flauto magico. Le Variazioni Goldberg eseguite da Glenn Gould: la prima e la trentaduesima, perfettamente uguali, fatta eccezione per un minuscolo, fugace abbellimento suonato – quasi un chiasmo – in modo discendente (la prima) e ascendente (l’ultima, la trentaduesima). Milva che canta i versi di Alda Merini, messi in musica da Giovanni Nuti. Astor Piazzolla e le sue frasi melodiche che sono acrobazie ritmiche. Jaco Pastorius, perché è come ascoltare un battito cardiaco, anche quando impazza. Il preludio numero 1 di Bach per violoncello, eseguito da Rostropovich.

L’Adagio di Albinoni eseguito dal violoncellista Vedran Smajlovic, per ventidue giorni consecutivi, tra le macerie della Biblioteca Nazionale di Sarajevo maciullata dalla guerra. Smajlovic, unico sopravvissuto del quartetto d’archi di Sarajevo, l’ha suonato per ventidue giorni, in smoking, incurante dei cecchini: in ricordo delle ventidue persone in fila per il pane, uccise a colpi di mortaio il 27 maggio 1992.

E poi Keith Jarrett. O la voce di Lisa Gerrard e di Tom Waits, voci dalle profondità: dell’anima, quella di Lisa e il rantolo di Tom, dagli abissi della disperazione. Otis Redding, che ascoltavo in riva al mare. Django Reinhardt, che cercavo di suonare nelle notti parigine …

(continua)

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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9 risposte a Ispirazioni. 1

  1. graziano perotti ha detto:

    Pensiero bellissimo

  2. tobiaalberti ha detto:

    l’adagio in sol minore è di remo giazotto, in verità.

    un saluto.

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Ciao Tobia, grazie per la segnalazione. Con la storia del manoscritto dell’Adagio ero rimasto al lavoro di ‘ricostruzione’ del testo (e del catalogo delle opere di Albinoni) fatta da Giazotto. Ho anche suonato l’Adagio su una partitura attribuita a Albinoni-Giazotto. Non ero a conoscenza del fatto che, invece, la composizione pare sia interamente opera di Giazotto. Resta il fatto, terribilmente affascinante e simbolico per me, che le macerie di due biblioteche, quella di Dresda – dove sarebbero (condizionale d’obbligo, a questo punto) stati ritrovati frammenti dell’Adagio – e quella di Sarajevo (dove Smajlovic lo ha eseguito) colleghino questa musica. A presto. Enrico.

  3. lavaligiadivangogh ha detto:

    Era una trascrizione, nemmeno molto convincente, per chitarra classica.

  4. lavaligiadivangogh ha detto:

    Grazie! La diteggiatura è la stessa della trascrizione in mi minore che suonavo. Era però frustrante, per me, non riuscire a rendere con precisione il ritmo costante del basso continuo e a “tenere” le note come nella versione per organo. Sei stato davvero gentile. 🙂 Grazie ancora.

  5. Pingback: Ispirazioni. 2 | La valigia di Van Gogh

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