Blues per sguardo svogliato

Poi ci sono, come stamattina, giorni che ti alzi con il naso chiuso, la gola in fiamme, la testa pesante, le ossa rotte e qualche brivido. Ti metti alla finestra e qualsiasi luce diventa una schifezza e tutto sembra inguardabile.

Guardiamo con il corpo, con tutto il corpo. Anche quando il corpo non sta bene e in quei momenti lì, di debolezza, è l’umore a prendere in mano la regia dello sguardo.

E la sua, quella dell’umore, è una regia bislacca. Sotto la sua guida, lo sguardo e tutte le cose sulle quali va a posarsi, si rivestono di una fastidiosa e malinconica svogliatezza.

E anche il [clic] risuona svogliato.

Oh, yes.

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fotografo, critico, docente
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