I guardiani delle luci

Per due anni ho tenuto, in una scuola materna, un piccolo corso di fotografia ai bambini di cinque anni. Uno dei giochi-esercitazione era dedicato alla luce: come guardarla, come riconoscerla, come usarla.

Per fare questo avevo raccontato loro degli uomini-libro di Farheneit 451 e avevo chiesto ai bambini di diventare dei guardiani di luce. Cioè: avevo chiesto di scegliere una luce che amavano in modo particolare e di custodirla, con cura.

L’idea era piaciuta moltissimo e quando, il giorno dopo, hanno cominciato a raccontare le luci che avevano adottato, mi aspettavo che mi parlassero della luce del mattino, del pomeriggio, del tramonto, della sera. Cose così.

Invece, con i loro racconti, mi hanno spiazzato. Perché le luci che avevano adottato erano luci-storie. Luci di questo tipo: la luce di quando sono contento; la luce di quando vado a dormire sotto le coperte, al caldo, mentre fuori c’è il temporale; la luce del giorno di Natale, quando apro i regali che mi ha portato Gesù Bambino; la luce di quando guardo la neve dalla finestra; la luce di quando andiamo a trovare i nonni, in Sicilia, in agosto; la luce della cucina, quando mamma e papà fanno la pace; la luce di quando c’è silenzio …

Ero folgorato. Avevo scoperto, grazie a quei bambini, che la luce non serve solo a illuminare le cose, ma è un grande contenitore dentro il quale tante cose succedono.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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5 risposte a I guardiani delle luci

  1. gialloesse ha detto:

    Stupefacente ! Un’altra conferma, ove fosse necessario, di quanto le nuove generazioni siano a noi superiori: in ogni cosa. Alieni di un altro pianeta; alla loro età ero un sottosviluppato in confronto.

  2. paolo valvassori ha detto:

    Meraviglioso, sono senza parole.
    Qualcosa di molto simile a particolari sensazioni richiamate dagli stimoli olfattivi, questi purtroppo sono praticamente irriproducibili, per la luce… ci proviamo!
    Ciao, complimenti.

  3. outofsilence ha detto:

    grazie! banale, ma, da bambini diciamo cosa vediamo e sentiamo; prima di imparare ed obbligarci a dire quello che altri vogliono sentirsi e sentirti dire…ciao, davvero una bella esperienza.

  4. outofsilence ha detto:

    L’ha ribloggato su take only pictures, steal only time, leave only footprintse ha commentato:
    luce, bambini..che gioia!

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