Gettare uno sguardo

Lo stato delle cose in Camargue, una mattina

Lo stato delle cose in Camargue, una mattina

C’è un’idea di sguardo cui sono affezionato, anche se non ha più validità scientifica. L’ha descritta Ruggero Pierantoni nel suo L’occhio e l’idea. Fisiologia e storia della visione. Eccola.

«Per Pitagora, e dopo di lui per il suo seguace Euclide, l’occhio emetteva un fascio di raggi che, viaggiando nello spazio, venivano a urtare gli oggetti. L’urto tra il raggio visivo e la realtà suscitava la sensazione della visione. Esattamente come il cieco che avanza nel suo universo abbuiato toccando gli oggetti con la mano, divinandoli con l’estremità del bastone, così l’occhio va in giro toccando la realtà.»

Affascinante, vero? Non è affascinante questo sguardo che lancia fasci di luce sulle cose? Certo, è un’idea che deve essere spogliata di verità fisiologica, ma per me rimane una metafora potente. Perché contiene tante idee di sguardo.

Come quella, per esempio, dello sguardo-rabdomante, che fruga imperterrito per scovare qualcosa che sta sotto la superficie della Vita. Oppure, quella dello sguardo che, gettando luce sulle cose, vede venirgli incontro, da zone d’ombra abbandonate, porzioni di mondo inattese. E’ ciò che capita guardando attraverso un obiettivo. A volte, non sempre. Sono affezionato, insomma, a un’idea di sguardo che non se ne sta lì ad aspettare di essere colpito dalla luce riflessa dal mondo, ma è lui, lo sguardo, a gettare luce sul mondo.

Per non parlare, poi, di quando lanci sul mondo sguardi d’amore, carichi d’affetto, o anche solo di com-passione. Che è come dire che lo ami, il mondo. E anche uno sguardo lanciato attraverso un obiettivo è un atto d’amore. Perché di tutte le cose che ci sono lì, a disposizione, noi ne scegliamo una e a quella dedichiamo tempo e attenzione. Ed è proprio il tempo che dedichiamo a qualcosa, per esempio una rosa, che fa diventare quella rosa più bella. Come dice Saint-Exupéry nel Piccolo Principe.

Annunci

Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
Questa voce è stata pubblicata in Monologhi e discorsi. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Gettare uno sguardo

  1. loscalzo1979 ha detto:

    Sono sempre belle le tue riflessioni Enrico 🙂

  2. luciano quaresima ha detto:

    Prima d3ei tempi di Pitagora c’era la teoria degli “spiritelli” che uscivano dagli occhi.Questa è la storia delle ipotesi della visione umana.Parlare di fascino significa invitare a rimanere ancorati a concezioni della visione completamente superate:Rimane una metafora potente ?No,con le conoscenze attuali sono solo teorie devianti. La VERITA’ sulla natura delle cose,su un loro significato,su un loro contenuto si trova con un guardare diverso,ma siccome non si cerca la VERITA’ si continua a propagandare teorie diverse di migliaia di anni fa.

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Ciao Luciano, Buona Pasqua.
      Veniamo al tuo commento. Come avrai notato, il mio post dichiara da subito la sua inattualità scientifica e fisiologica. Quindi, non era certo intenzione mia “propagandare teorie di migliaia di anni fa”. Per di più, non sono uno scienziato: sono solo un modesto artigiano delle immagini che si diverte anche a scrivere. Per questo motivo, come ogni artigiano (mi vergogno a dire artista), raccolgo i miei materiali un po’ ovunque. Una specie di ripulitore di cantine e di soffitte 🙂
      E spesso mi rivolgo, ma non sono l’unico, al Mito, al Pensiero Antico o all’Etimologia quando voglio affrontare qualcosa di complesso (la visione, di sicuro, lo è). Parto dagli inizi, dall’Aurora, cercando di ripulire tutto il pensiero che su quell’argomento si è poi accumulato nel tempo. Risalgo alle origini per poi tornare a oggi. Tutto qua. E mi sembra che questa idea di sguardo che parte da dentro, che illumina il mondo (metaforicamente), sia una bella immagine per rappresentare quel continuo conflitto tra l’immagine esterna a noi e l’immagine interna, quella percepita/creata da noi, dai nostri sensi, dalla nostra mente, dalla nostra memoria, dal nostro sapere.
      Quanto alla Verità, ahimè, vorrei avere la tua sicurezza. Io, ormai, ho gettato la spugna. Perché la Verità temo sia solo il racconto del significato delle cose fatto da chi ha più potere o autorevolezza: la Verità raccontata dalla Comunità Scientifica, la Verità dei Vincitori, la Verità delle abitudini, la Verità del Politico, la Verità televisiva … Da parte mia, mi accontento della Verità che si celebra oggi, giorno di Pasqua.
      Grazie, Luciano, per il tuo passaggio da queste parti. Un caro saluto e alla prossima.
      Enrico
      ,

  3. gialloesse ha detto:

    Ma ciò che ambedue sostenete non mi sembra contraddirsi, ma integrarsi dei diversi concetti anzi. Mi trova al suo fianco Quaresima quando sostiene che natura, significato e contenuto si trovano con un guardare diverso. Cosa tra l’altro sostenuta dal pensiero scientifico più avanzato e profondamente vera e insita nella natura stessa dell’universo. Ma noi esseri umani abbiamo il cuore, organo misteriosissimo che di nascosto guida anche il nostro sguardo per farci vedere un diverso significato di natura e contenuto: l’emozione. E’ il cuore l’organo davvero misterioso del corpo umano, non il cervello come comunemente si sostiene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...