A proposito del fotografare con tutti i sensi. 2

Veit Stoss, Cracovia, Chiesa di Santa Maria

Veit Stoss, Cracovia, Chiesa di Santa Maria

Quando parlo dei sensi in fotografia molti mi chiedono: Si, e poi, dove vanno a finire tutte quelle sensazioni, quei ricordi? Dove li ritrovo nella foto? Così sono andato a riprendere questa storia di Jerzy Grotowski, raccolta da Gabriele Vacis in un libro bellissimo: Awareness (Rizzoli, Milano 2002).

«A Cracovia c’è il grande altare di Veit Stoss, uno scultore tedesco che lavorava in Polonia alla fine del Quattrocento. L’altare di Veit Stoss è molto importante, è tutto in legno, e chi lo guarda ha l’impressione che rappresenti l’intero universo dell’autore. Verso la fine degli anni Cinquanta i preti che custodivano l’altare notarono in un angolo dei minuscoli forellini. Allarmati, controllarono meglio e videro che in diversi punti il legno dell’altare stava per essere aggredito dai tarli. Avvisarono la sovrintendenza alle arti che spedì una schiera di restauratori. L’altare era composto di diverse lastre a bassorilievo e ad altorilievo, fissate con chiodi e viti. I restauratori svitarono e schiodarono e videro quello che non era mai stato visibile, perché rivolto verso l’interno. Videro che anche il retro delle tavole era scolpito. Come se le figure che si stagliavano dal lato visibile dei pannelli non fossero che l’accenno alle scene che trovavano compimento sul retro, nella parte invisibile. La facciata dei pannelli, quello che si credeva l’universo di Veit Stoss, non era in realtà che un trenta, quaranta per cento della sua opera. Il lato visibile di un mondo che occultava la sua parte più interessante: infatti le sculture scolpite sul retro erano fatte e finite con perizia forse maggiore di quelle visibili. Ecco: questa è l’arte. Conclude Grotowski.»      

Ecco, secondo me, dove vanno a finire in fotografia i sensi, i ricordi, i pensieri: nella parte non visibile dell’immagine. Perché dietro la forma esterna, visibile, si nasconde la nostra partitura interiore. Invisibile, ma presente. E su questa partitura la nostra fotografia si appoggia per esistere, per mostrarsi. In questa partitura interiore, il nostro personale sottotesto, sono nascoste le tracce del nostro corpo, dei nostri pensieri e memorie: tutto ciò che ha preceduto l’immagine e che l’ha resa possibile. Un luogo nascosto dove si deposita la ricchezza del nostro sguardo e che funziona anche un po’ da password quando “eseguiamo” le partiture degli altri.

Perché, diciamolo con franchezza, senza partitura interiore le nostre foto sarebbero solo mercanzia senza valore.

Annunci

Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
Questa voce è stata pubblicata in La manutenzione dello sguardo. Contrassegna il permalink.

5 risposte a A proposito del fotografare con tutti i sensi. 2

  1. paolocorona ha detto:

    Grazie anche da parte mia. Un saluto.

  2. lavaligiadivangogh ha detto:

    Luciana, Paolo: grazie a voi. Di cuore. A presto 🙂

  3. Roberto Besana ha detto:

    Un pensiero molto interessante supportato da un esempio straordinario.
    Grazie per questa scoperta e per la riflessione che porta con se
    Ciao Roberto

  4. gialloesse ha detto:

    Quando ero bambino alle volte mi isolavo dai giochi, mi allontanavo dai compagnetti e passavo delle ore ( quando si faceva ora di tornare in casa dovevano venire a cercarmi ) a guardare il mondo attraverso piccoli oggetti che trovavo in giro ( pezzetti di vetro colorato, fondi di bottiglia, i piccoli involucri trasparenti delle caramelle ecc. Quando invece stavo appeso a testa in giù a un ramo o ad un muretto e guardavo il mondo all’incontrario. Erano quelle, ormai perdute per sempre, le più belle immagini da me mai prodotte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...