Fotografare con tatto

Arles

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La porta d’ingresso per questo esercizio di manutenzione dello sguardo è una frase: «La mano è la finestra della mente». L’ha scritta Kant, da qualche parte. Forse avrete già capito che questo è un esercizio di visione che passa attraverso il tatto.

Noi vediamo con tutti i sensi, ripeto spesso, ma nella visione e nell’atto fotografico il tatto è forse quello più lontano. Più sacrificato. Perché richiede di abbattere le distanze, richiede di avvicinarci al soggetto. Di toccarlo. Questo esercizio richiede che la mano ritorni in gioco.

Oggi noi appartiamo alla civiltà dello sguardo, apparteniamo all’occhio. Ma le nostre origini, le nostre fondamenta, appartengono alla mano. Appartengono al lavoro, all’esperienza, al sapere che le mani hanno prodotto e veicolato. Ecco, vorrei dedicare questo esercizio (prefotografico) proprio al contatto fisico con il soggetto, in modo che il contatto della mano diventi un atto mentale, un atto di immaginazione e conoscenza.

Vorrei sfiorare le superfici per creare una relazione dalla quale possa svilupparsi l’immagine futura. Toccare per sentire e per vedere l’intrico di forme possibili che il tatto scatena nella mente. Toccare per capire la materia di cui è fatto il mondo o un corpo, per capire come agiscono la luce e il suo calore sulle superfici. Toccare per immaginare. Toccare per risalire la storia di un oggetto attraverso le impronte che il Tempo ha depositato. O toccare le imperfezioni incise dal Caso.

Un po’ come chinarsi, come faceva Russel Crowe ne Il Gladiatore di Ridley Scott, per raccogliere una manciata di terra, tastarla, lasciarla scorrere tra le dita e immaginare (o capire in anticipo) la battaglia imminente. E poi, fotografare.

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fotografo, critico, docente
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3 risposte a Fotografare con tatto

  1. luciano quaresima ha detto:

    Se posso permettermi vorrei chiarire alcuni concetti letti sopra : ” noi vediamo con tutti i sensi….. apparteniamo alla civiltà dello sguardo,apparteniamo allocchio…. la frase di Kant la mano è la finestra della mente…” .Nuovi paradigmi hanno messo a tacere le storicamente precedenti e semplicioni teorie del vedere e del guardare e non più praticabili. La più antica è quella degli “spiritelli”,entità invisibili che escono dall’occhio e si dirigono verso le cose come a toccarle,è stata famosa fino ai tempi di Leonardo.Poi è stata elaborata la teoria in cui le cose inviano agli occhi visioni miniaturizzate delle cose stesse.Poi ,più recenti, sono venute le teorie della visione diretta -bottom-up – e della Gestalt ma ora le neuroscienze dicono altro.E quindi è ora di togliersi dalla testa che la percezione delle cose inizi dagli occhi o dai sensi in generale.Le cose riflettono la luce,del sole o artificiale,dal mondo vengono suoni,odori ecc.,tocchiamo le cose e ne riceviamo senzazioni,i sensi,tutti,solo questo fanno,captare stimoli e sensazioni che dovranno percorrere le vie alte per essere interpretati Stimoli con i quali entriamo in contatto con il mondo sono solo informazione grezza che ricaviamo dal mondo.,che la mente interpreterà con un Modello mentale istallato e quindi vediamo in rapporto a dei pensieri,idee,ipotesi che ci facciamo in testa strettamente collegate alle emozioni e stati d’animo.La visione è una costruzione del cervello quindi la realtà non è oggettiva ma soggettiva,una interpretazione,è semplicemente lo specchio della mente.Il programma neurale,cioè l’insieme delle cellule nervose dei sensi tutti ha bisogno di dati esterni per funzionare e l’area motoria,come il toccare,fa parte non separata di quel programma.Su questo atto motorio del tatto si potrebbe approfondire con tutte le ricerche e scoperte scientifiche.!Quello che invece preme ribadire è che il cervello detta agli occhi cosa percepire e li orienta a proposito e poi costruisce la Realtà che noi vediamo con l’occhio perché è proprio il cervello che la riflette su esso,due funzioni dell’occhio quindi capatare segnali e riflettere l’immagine del cervello.Questo non è acqua fritta ma scoperte scientifiche. Per concludere ,pensiamo che il guardare sia una cosa semplice,le cose sono li e noi le guardiamo,ma non è cosi che funziona,Se vogliamo guardare veramente e non solo vedere,non dobbiamo osservare la Realtà esterna ma la Realtà interiore,se vogliamo Conoscere,Crescere e….Fotografare. Un saluto.

  2. luciano quaresima ha detto:

    Se posso permettermi vorrei chiarire alcuni concetti letti sopra : ” noi vediamo con tutti i sensi….. apparteniamo alla civiltà dello sguardo,apparteniamo allocchio…. la frase di Kant la mano è la fine stra della mente…” .Nuovi paradigmi hanno messo a tacere le storicamente precedenti e semplicioni teorie del vedere e del guardare e non più praticabili. La più antica è quella degli “spiritelli”,entità invisibili che escono dall’occhio e si dirigono verso le cose come a toccarle,è stata famosa fino ai tempi di Leonardo.Poi è stata elaborata la teoria in cui le cose inviano agli occhi visioni miniaturizzate delle cose stesse.Poi ,più recenti, sono venute le teorie della visione diretta -bottom-up – e della Gestalt ma ora le neuroscienze dicono altro.E quindi è ora di togliersi dalla testa che la percezione delle cose inizi dagli occhi o dai sensi in generale.Le cose riflettono la luce,del sole o artificiale,dal mondo vengono suoni,odori ecc.,tocchiamo le cose e ne riceviamo senzazioni,i sensi,tutti,solo questo fanno,captare stimoli e sensazioni che dovranno percorrere le vie alte per essere interpretati Stimoli con i quali entriamo in contatto con il mondo sono solo informazione grezza che ricaviamo dal mondo.,che la mente interpreterà con un Modello mentale istallato e quindi vediamo in rapporto a dei pensieri,idee,ipotesi che ci facciamo in testa strettamente collegate alle emozioni e stati d’animo.La visione è una costruzione del cervello quindi la realtà non è oggettiva ma soggettiva,una interpretazione,è semplicemente lo specchio della mente.Il programma neurale,cioè l’insieme delle cellule nervose dei sensi tutti ha bisogno di dati esterni per funzionare e l’area motoria,come il toccare,fa parte non separata di quel programma.Su questo atto motorio del tatto si potrebbe approfondire con tutte le ricerche e scoperte scientifiche.!Quello che invece preme ribadire è che il cervello detta agli occhi cosa percepire e li orienta a proposito e poi costruisce la Realtà che noi vediamo con l’occhio perché è proprio il cervello che la riflette su esso,due funzioni dell’occhio quindi capatare segnali e riflettere l’immagine del cervello.Questo non è acqua fritta ma scoperte scientifiche. Per concludere ,pensiamo che il guardare sia una cosa semplice,le cose sono li e noi le guardiamo,ma non è cosi che funziona,Se vogliamo guardare veramente e non solo vedere,non dobbiamo osservare la Realtà esterna ma la Realtà interiore,se vogliamo Conoscere,Crescere e….Fotografare. Un saluto.

  3. luciano quaresima ha detto:

    Scusatemi,con il tasto sbagliato ho reinviato il precedente commento al quale mancava la riflessione su Kant circa “la mano è la finestra della mente”. Co questo Kant voleva dire che con il fare,e la mano è la metafora del fare,si attiva il cervello.Ed è una verità. Tanto che in un suo scritto affermava che ” i sensi ci forniscono i dati ma è la mente che li mette in ordine con il suo modello mentale che contiene parametri suoi propri come spazio,tempo e categorie.

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