Blues per Villa Panza

Villa Panza, Varese Corridor

Villa Panza, Varese Corridor

Io sono laggiù, figurina nera minuscola, in fondo alla fotografia. Se così si può dire.

Io sono anche qui, dietro lo stipite rosa, dietro l’obiettivo e all’inizio dell’immagine. Se così si può dire.

Tra questi due Io, quello minuscolo imprigionato nel riflesso di uno specchio che sta in fondo alla fotografia e l’Io implicito di cui compare solo lo sguardo, c’è il Varese Corridor.

Qui si affacciano le luci che provengono dalle stanze vuote che contengono solo luci, le luci fluorescenti di Dan Flavin.

Io sono qui, all’inizio della luce e là, dentro la luce. E stringo tra le mani una stanza vuota portatile che le raccoglie tutte, queste luci. Se così si può dire. Oh Yes.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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2 risposte a Blues per Villa Panza

  1. Che bello! 🙂

    La magia dell’occhio, la luce e la macchina fotografica che crea un qualcosa di bello che mi rialza lo spirito.
    Grazie!

    Ciao, Fior

  2. questa foto è molto ragionata, è una trappola incantatrice

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