Ancora a proposito di distanze fotografiche. La regola di Don McCullin

Don McCullin, Hue, Vietnam, 1968

Don McCullin, Hue, Vietnam, 1968

Credo valga la pena ascoltare, a proposito di questa foto, il racconto di Don McCullin:

Cominciai a gridare a quei due ragazzi di portare dall’altro lato della strada il compagno ferito, perché stando lì sarebbero stati uccisi tutti. Mi diedero retta e cominciarono a correre ma finirono a terra tutti e tre. Allora mi sono buttato in mezzo alla strada, mi sono caricato il ferito sulle spalle e l’ho portato dal loro comandante.

L’altro giorno scrivevo di distanze emotive in fotografia, di maggiore o minore identificazione/interazione con il soggetto https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2015/01/06/distanze-fotografiche/

Ecco, ci sono fotografi che a un certo punto non solo azzerano ogni distanza tra loro e le cose, ma zittiscono di colpo due delle figure presenti nell’atto fotografico: il Fotografo e l’Autore. E danno spazio solo alla terza figura: l’Uomo. In quel momento lo sguardo smette di vedere ‘soggetti fotografici’ e torna a vedere uomini, luoghi, situazioni. E’ il momento in cui lo sguardo chiama il fotografo a un altro gesto, che si colloca oltre il [clic].

Don McCullin fotografato da John Bulmer

Don McCullin fotografato da John Bulmer

                                                                                                           

Questa foto non è stata scattata da Don McCullin. Questa foto è stata scattata a Don McCullin. Dal collega del Sunday Times John Bulmer, fotografo e regista.

McCullin è lì, dentro questa immagine. Ed è il McCullin-Uomo quello che corre per mettere in salvo una donna. L’immagine di un coinvolgimento totale dentro gli eventi; un coinvolgimento che non si limita più solo alla testimonianza dello sguardo (dietro a un mirino). Lo sguardo del Fotografo ha chiamato all’azione e l’Uomo ha risposto a questa chiamata.

Perché ci sono fotografi che hanno il grande coraggio morale di fare un passo indietro (dalle immagini) e di lasciare che sia l’Uomo ad agire (dentro le cose).

Perché, come dice Don McCullin nella regola d’ingaggio (fotografico) che si è dato:

Bisogna sempre restituire, dare qualcosa in cambio quando si è in una situazione da cui si sta solo prendendo.

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fotografo, critico, docente
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3 risposte a Ancora a proposito di distanze fotografiche. La regola di Don McCullin

  1. Gabriella Martino ha detto:

    Coerenza, senso di responsabilità e giustizia. Non sottrarsi alla propria morale è una regola di vita, la più alta.
    Una grande persona, non solo un grande occhio. Un esempio per tutti

  2. Pega ha detto:

    Gran bel post.

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