Non è facile

Non è facile ritrovare la leggerezza dello sguardo. Dopo Parigi. Mi sento come i bottegai di una volta che, dopo aver abbassato la serranda – in segno di rispetto – al passaggio del funerale in strada, fanno ritorno alle loro faccende. Ci ritornano, si, ma con fare mesto e un po’ assente. Con un angolo del pensiero occupato dai ricordi di chi non c’è.

Così capita, in questo clima un po’ sottosopra, di vedere – tra i rami nudi degli alberi d’inverno – i nidi vuoti degli uccelli [clic] emergere come scialuppe abbandonate [punto]

 

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Non è facile

  1. Me la ricordo quella sensazione, nei tempi andati, quando il funerale era passato la “bottega” si rianimava, ma i discorsi erano tutti sulla persona che non era più . . . una volta, con le botteghe di quartiere, ci si conosceva un po’ tutti.

    Quante volte riusciamo a tornare alle nostre faccende, prima di soccombere alla mestizia???

    Allons enfants . . . bisogna continuare a vivere, per non darla vinta al “male” che gira per il mondo.

    Ciao, Fior

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