Lezione sul colore in tre versi e quattro paragrafi

Mi piacerebbe, un giorno, entrare in aula e leggere questa terzina di Abbas Kiarostami

Un biancore di colomba / si perde tra nuvole bianche / in un giorno di neve

Rimarrei in silenzio per qualche secondo, lasciando vagare nell’aria questi versi. Poi chiederei ai fotografi di uscire, subito, per andare a incontrare – tra tutti i bianchi possibili – il loro bianco personale.

(Un lenzuolo, una federa, una vela, una borsa, un cartello, un vaso, i capelli di un vecchio, un gatto, un taxi, una sigaretta, una camicia, un giglio, una giornata nebbiosa, una statua, un’insegna, un airone, una nuvola, un abito da sposa, un ninnolo, una biglia, una cipolla, una pagina di diario, la schiuma di un’onda o la scia di una barca o non importa cosa …)

E una volta fotografato, ritornare qui a mostrarcelo, quel bianco, e raccontare a quale ritmo interiore è avvenuto l’incontro, quali paesaggi privati contiene.

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fotografo, critico, docente
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