Piccoli bagliori telegrafici

Fotoantidoto

Fotoantidoto

…  e se le foto – alcune, non tutte – che mi capita di scattare non fossero, come credevo, per la memoria futura, ma «come antidoto alla disperazione del presente»? Piccoli telegrafici bagliori, appunti di (improbabile) salvezza provenienti da una quotidianità senza senso e sempre più folle …

Inizio la giornata con questo pensiero, in debito con Marco Baliani che racconta di aver ascoltato, al Museo delle Guerra a Rovereto, la lettura di diari, quaderni, foglietti volanti scritti dai soldati trentini durante la Prima Guerra Mondiale. Scritti per sopportare il presente, per allontanarsi dal presente. Antidoti, appunto.

Ecco, e se anche le mie immagini fossero come le tracce lasciate dai racconti di quei soldati? Tracce che qualcuno, chissà quando: cinquanta, cento anni?, ritroverà rovistando nei miei archivi caduti in disuso e impolverati? Chi le troverà, da quale insensatezza o disperazione penserà io stessi fuggendo?

 

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a Piccoli bagliori telegrafici

  1. ilpini ha detto:

    La guerra, i soldati, i foglietti, le foto … assonanze letterarie
    “Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.”

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