Consapevoli e Distratti

Pensavo a un termine da affiancare a distratti, come scrivevo ieri  (https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2014/10/13/di-alcune-cose-che-non-si-addicono-ai-distratti/), per creare una coppia/opposizione del tipo “apocalittici/integrati”, “salvati/sommersi”, “figurativo/astratto”. Magari senza molte pretese, come “scapoli/ammogliati”, per esempio. Una cosa così, insomma.  

In un primo momento pensavo a una coppia del genere: “attenti/distratti”, ma due commenti in Fb mi hanno fatto fare marcia indietro. Uno è dell’amico Sandro Bini che, con molta acutezza, sottolineava il fatto che la distrazione non può avere solo un’accezione negativa. E suggeriva, in modo garbato e spiritoso, la definizione di distratto come persona “diversamente interessabile”.

L’altro commento è dell’amico Fulvio Bortolozzo, che ha voluto accompagnare la condivisione del post di ieri con questa frase: “La vita è quella cosa che accade mentre si è indaffarati a fare altro”.

Che dire? Hanno ragione entrambi: l’attenzione continua, in effetti, è invivibile e i momenti di “assenza” dalle cose sono necessari alla sopravvivenza. Non riusciremmo a sopportare, infatti, tutto il peso della memoria che un’attenzione sempre accesa accumulerebbe. Tanto ci pensa poi la memoria involontaria a fare propri i ricordi importanti. O che reputa tali. A volte, insomma, è anche necessario perdersi.

Così ho pensato alla coppia consapevoli/distratti che descrive, si, due atteggiamenti diversi nei confronti della vita, ma con categorie che non sono in rigida opposizione: i “consapevoli” di qui, i “distratti” di là. No, ogni giorno noi attraversiamo di continuo il confine che separa la consapevolezza dalla distrazione e quando ci accorgiamo, anche solo per un attimo, che la stiamo vivendo – la vita – ecco, in quell’attimo lì, secondo me e secondo lo Zen, noi stiamo vivendo un capolavoro. O lo stiamo creando.

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Consapevoli e Distratti

  1. Gabriella Martino ha detto:

    E poi si può essere distratti nei confronti di accadimenti esterni, mentre si sprofonda nel pozzo interiore, persi in se stessi, apparentemente distaccati, ma alla ricerca di una via di salvezza nel silenzio

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