Se fosse stato un fotografo americano

© Courtesy Graziano Perotti

© Courtesy Graziano Perotti

Questa sera devo presentare, alla Società Fotografica Vigevanese, Graziano Perotti, fotografo e caro amico (Via Boldrini, 1 – ore 21.00). E non è facile. Perché lo sguardo, fotografico e umano, di Graziano è così ricco, profondo e sfaccettato che c’è sempre il rischio, in chi lo vuole raccontare, che qualche cosa di queste peculiarità venga dimenticata.

Per prima cosa, è uno sguardo in continuo movimento. Uno sguardo inquieto che non cessa mai di stupirsi davanti alle cose e alle genti. E mai si sente appagato.

Seconda cosa. Quello di Graziano è uno sguardo appassionato e curioso, che riesce a stupirsi di fronte alle grandi storie e anche nelle piccole cose quotidiane. Uno sguardo che è capace di meravigliarsi all’altro capo del mondo, ma a volte gli basta  un guizzo di luce o un’ombra sotto casa per rivelarci un universo sconosciuto.

Terza cosa. Quello di Graziano è uno sguardo partecipe e sempre in sintonia con il mondo che sta esplorando. Perché è uno sguardo che insegue la conoscenza e mira alla comprensione, all’incontro con le persone. Nei suoi numerosissimi reportages Graziano ha trasformato ogni immagine in un dono fatto a noi spettatori. Ma al tempo stesso, come ama ripetere, ogni fotografia che ha scattato è stata un dono che lui, per primo, ha ricevuto dalla gente e dai luoghi che ha incontrato.

Ah, dimenticavo: il titolo del post di oggi. Sono le parole che Francesco Cito ha scritto per l’amico Graziano: « Ciò che mi chiedo in primis, è per quale strano gioco del destino, il mio amico Graziano non è nato in un Paese come gli Stati Uniti, o in un altro, in cui la fotografia, è esposta nei musei ed è considerata alla stessa stregua di ogni forma d’arte? (…) Se fosse stato un fotografo americano, il Perotti avrebbe avuto le sue immagini pubblicate sul National Geographic Magazine, quello originale, non la copia italiana». E forse, per presentare Graziano, sarebbe bastato solo questo.

(Il testo completo dell’intervento di Cito lo potete leggere qui https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2013/10/17/caro-graziano-firmato-francesco-cito/)

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fotografo, critico, docente
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