Promemoria in caso di fotografia. A proposito di luoghi, di paesaggi

Siracusa (2010)

Siracusa (2010)

Ogni tanto mi fermo a riflettere sul paesaggio. E allora nascono domande domande domande.

Con quali criteri scelgo un luogo, o una sua porzione, per fotografarlo? Quali requisiti, e non altri, deve avere per essere oggetto di attenzione, di interesse, di visione? Cosa accade, in me e al mio sguardo, quando mi predispongo a ritrarre un paesaggio?

Perché non do peso (visivo) ai luoghi in cui passo molta della mia vita (strade, autostrade, negozi, parcheggi, supermercati …)? Perché sono indifferente o infastidito? O è questo fastidio il motivo per cui non ritengo, certi luoghi, adatti a diventare paesaggi?

Sbaglierò, ma a me sembra che questa propensione all’inerzia che lo sguardo assume davanti a certi luoghi sia dovuta al fatto che questi luoghi trascurati non sono, come dire?, paesaggi letterari. Come se fossero solo delle funzioni e non avessero diritto alla dignità di una storia.

(Idea per un esercizio di manutenzione dello sguardo: trasformare un luogo non teatrale nella scena di un racconto)

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fotografo, critico, docente
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