Un residuo di durata

Michele Smargiassi (Un’autentica bugia) scrive che il tempo è il vero oggetto di ogni fotografia.

E’ curioso, invece, vedere che nella pratica fotografica quotidiana ci ostiniamo a parlare di composizione, di collocazione del soggetto nello spazio, dimenticando che ogni immagine ha – seppur “assottigliato”, “impalpabile” – un proprio tempo interno. Un residuo di durata.

E nonostante l’immobilità apparente del soggetto, è questa minima presenza del tempo nell’inquadratura che trasforma, secondo me, ogni fotografia, anche il più statico degli still life, in una narrazione in embrione. O in una scintilla di memoria.   

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a Un residuo di durata

  1. Eugenio ha detto:

    Credo che il tempo sia uno dei principali obiettivi della fotografia, fermare quella scena, quell’evento, così che possano essere goduti per un tempo successivo enormemente più grande di quello rappresentato. Il tempo residuo di una fotografia è molto più grande del suo tempo proprio.

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