Diario di lavoro. Paesaggio e movimento

Quando guardo il paesaggio il mio sguardo è in movimento. Io guardo i luoghi non da un punto di vista (osservazione) fisso, ma da un punto che si sposta di continuo. In mezzo ad essi.

Il paesaggio lo attraverso e lo percepisco insieme al mio movimento. Lento (a piedi) o rapido (mezzi di locomozione), cosa che genera modi percettivi diversi che richiedono immagini diverse.

Mi domando, allora: come e quando, in questo movimento, scatta l’illuminazione che permette di dire: Ecco, questo è il punto, questa è – tra le immagini possibili del mio cammino – l’immagine definitiva.

Da questa prospettiva ogni fotografia diventa, in qualche modo, un fermo immagine.

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fotografo, critico, docente
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