Officina. Piano sequenza e montaggio

un vecchio lago

sul fondo un vecchio sandalo di paglia

e il nevischio che scende  

Quello che mi affascina, qui, è il piano sequenza con cui è stata scritta questa immagine da Yosa Buson, in Giappone. Trecento anni fa.

Leggo questa immagine e seguo lo sguardo del poeta che, senza stacchi, lascia l’orizzonte (del vecchio lago) per immergersi sul fondo e risalire in superficie,  per poi puntare su, verso il cielo. E tutto questo miracolo di equilibrio armonioso è lì, racchiuso in una forma unica di tre versi.

Studio questa immagine da tempo, per ricrearla in fotografia. In un bianco e nero dominato dal grigio acciaio del lago e dal biancore morbido dei fiocchi. Ma ho capito che potrò farlo solo con il montaggio. Con la dissolvenza di una doppia esposizione. O con un dittico, come la pala di un altare.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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Una risposta a Officina. Piano sequenza e montaggio

  1. Certamente stimolante come punto di partenza. Dittico (amo i dittici) o doppia esposizione? Non saprei dire cosa farei io, mi auguro di vedere talvolta il risultato della tua scelta.
    robert
    PS: sono stato via, sto cercando di riprendere il ritmo dei tuoi post…

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