Fotografia immaginaria. Ritratto di gruppo con malinconia

Poi ci sono le fotografie immaginarie, quelle che non prelevano tracce luminose dalla realtà. Sono le foto fatte di altre tracce, di altri segni: le parole. Foto di finzione, che non esistono nell’universo visuale, perché si trovano nei romanzi, nei racconti. E per vederle dobbiamo immaginarcele. Come questo delicato ritratto della Malinconia rinvenuto nei Sillabari di Goffredo Parise.

La fotografia da immaginare è una foto-ricordo scattata, sul finire dell’estate, alla Colonia Bedin-Alighieri e ritrae, come ogni anno, i bambini e le bambine che hanno trascorso lì le loro povere vacanze. E a me sembra di vederla così.

E’ una foto di gruppo in bianco e nero, con i bambini in posa ordinata, un po’ rigida, e due giovani suore vestite di bianco ai lati dell’immagine. Una foto che per posa, angolo di ripresa e sfondo, è uguale a quelle scattate negli anni precedenti. Finirà appesa, come le altre, alla parete dello studio della Madre Superiora.

Tra i volti cerco di immaginare quello della bambina Silvia. La sua figura è facile da individuare: ha sette anni, i capelli «rossi e cespugliosi» ed è l’unica a non vestire «il grembiule d’obbligo della colonia, di colore grigio e senza colletto e di tela molto povera». Ma per immaginarne il volto devo cercare altrove, perché Silvia è una bambina malinconica e non sa ancora che «quel qualcosa che le chiude la gola» e le fa venire voglia di piangere si chiama malinconia.

Ciò che Silvia, invece, conosce di questo sentimento che non sa definire è il colore («il cielo lilla e giallo all’orizzonte»); il profumo, d’incenso che esce dalla porta della cappella e si mescola «all’odore di umidità che sale dai prati di erba alta» nella frescura serale; e il suono: le rondini che garriscono nel crepuscolo. Questo è l’impasto sottile e misterioso di cui è fatto il volto di una bambina che si è presentata per lo scatto all’ultimo momento, trafelata. Perché era andata «nei gabinetti a piangere» di nascosto.

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fotografo, critico, docente
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