Il lato umile della fotografia

Scrive Annie Leibovitz: «Arnold Newman diceva che la fotografia è fatta con l’un per cento di talento e il novantanove per cento dalla necessità di spostare mobili. Ripenso a queste parole quando, sul set, ci ritroviamo a sistemare tutto – la scena, le luci, il fondale, i faretti, i ventilatori – per poi spostare ogni cosa un’altra volta. E un’altra volta ancora».

Anch’io ripenso, e molto spesso, a quelle parole. Perché mi ricordano che la fotografia, dopo tanti discorsi, è anche un mestiere. Fatto di incombenze, attese, tempi morti, consegne da rispettare, piccoli e grandi rituali, scogli da superare, ripetizioni, successi e fallimenti. E’, forse, il lato umile della fotografia, ma anche di questo è fatto il nostro Sapere, il nostro saper fare qualcosa.

Anch’io ripenso, tutti i giorni, a quelle parole. Perché mi ricordano che quando fotografo sono come un artigiano che, a fine giornata, si mette lì, a contemplare e giudicare il proprio lavoro. Felice di aver risolto un problema di illuminazione, felice di aver trovato il punto di ripresa migliore, felice di aver rispettato il piano di lavoro. Felice di aver portato a termine qualcosa. Fatta bene.

Annunci

Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
Questa voce è stata pubblicata in Monologhi e discorsi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...