La memoria dentro le cose

Duomo di Siracusa

Duomo di Siracusa

Prendi, ad esempio, il Duomo di Siracusa: sei immerso in pieno Barocco e all’improvviso, tac!, dal muro perimetrale affiorano delle colonne doriche.

Sono lì, le colonne, inglobate nei muri della chiesa: Magna Grecia e Barocco. Un  paio di millenni di architettura che convivono e che producono, insieme, un significato ben più profondo di quello che scaturisce dalle apparenze.

Un significato che nasce come tempio dorico, diventa chiesa bizantina, si trasforma in moschea, si riconverte in chiesa con i normanni e via così, fino all’oggi. Questo per dire che i segni del tempo, le stratificazioni della memoria, sono dentro le cose, parte sostanziale di esse. Ma bisogna riconoscerle.

Davanti a questo tipo di memoria delle cose occorre uno sguardo bifocale, in grado di posarsi contemporaneamente sul passato e sul presente, che sappia vedere gli strati di memoria e riconoscere i fili del tempo che intessono l’abito della realtà.

Tutte queste tracce di memoria stratificata sono vive e pulsano e rilasciano senso. Lo rilasciano come linfa, che imbeve lo strato successivo e risale fino alla superficie della nostra contemporaneità. Riconoscerle significa impedire che svaniscano nell’indifferenza. Riconoscerle significa impedire che la realtà si impoverisca di parti cospicue di senso.

Credo sia questo, in fotografia, lo sguardo necessario per rappresentare una realtà che non abbandona mai la propria memoria. Ho sempre trovato esemplare, in questo senso, lo sguardo geologico adottato da Mimmo Jodice (www.mimmojodice.it) . Uno sguardo che riesce a trasformare l’antico in qualcosa che è nostro contemporaneo

Mimmo Jodice

Mimmo Jodice

Ma anche a trasformare il qui e ora del nostro presente in un reperto per il futuro.

Mimmo Jodice

Mimmo Jodice

Perché mi viene il sospetto che, davanti alla fotografia, tutto il mondo sia un immenso reperto in attesa di essere riconosciuto e raccolto in un’immagine da destinare ad un futuro più o meno prossimo.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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