Il bello è proprio questo

che una volta in Rete il tuo racconto appartiene anche agli altri. Gli altri lo raccolgono, lo arricchiscono e te lo rilanciano. Tu, allora, lo raccogli a tua volta e ripensi a quello che non hai detto, che hai tralasciato. O quello che il racconto, così arricchito, ha di nuovo da dirti.

Ad esempio, al post di ieri (https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2014/03/17/regia-fotografica/) Giorgio Cecca in Fb ha aggiunto questa osservazione: «Ciò che avviene nella mente del fotografo prima dello scatto, quello è il “nucleo” della Fotografia. Lo hai raccontato relativamente alla fotografia di ritratto, lo si potrebbe descrivere – mutatis mutandis – per altri generi (nei quali non sempre è possibile delegare la regolazione e l’attuazione dello scatto).»

Questo mi ha fatto pensare che non sempre puoi avere, quando scatti, il controllo su tutto. Esiste, in fotografia, una certa sovranità del Caso che va accettata. E che nessuna delega riuscirà mai a controllare.

Ad esempio, sempre al post di ieri, Efrem Raimondi ha aggiunto: «ho l’impressione che fosse e sia una pratica anche indotta dal mezzo… il banco (mi si conceda l’estensione) restituisce un’immagine che costringe a una relazione più “diretta” col soggetto. complesso in così poco spazio. spero di rendere l’idea…».

La tua osservazione, Efrem, mi ha fatto ricordare quello che raccontava Gabriele Basilico, quando era passato dal 35 mm al banco ottico. Con il grande formato – diceva Gabriele – il suo sguardo aveva (ri)conquistato il tempo lento dell’osservazione, della contemplazione. Una relazione, appunto, “più diretta con il soggetto”.

Ecco di cosa si è arricchito il racconto di ieri sulla “delega dello sguardo”: dell’idea di Caso, dell’idea di sguardo contemplativo. E potremmo continuare così, all’infinito. Basta, ad esempio, che io aggiunga a questo “nuovo” racconto l’osservazione che in fotografia c’è sempre e comunque una delega: quella che noi affidiamo al dispositivo. Con tutte le conseguenze (consce ed inconsce) del caso (Caso).

(Si, anche di questo mi piacerebbe parlare al Blog Day: cosa diventa ciò che scrivo quando passa tra le mani e nella mente di chi legge. Spero di rendere l’idea …)

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fotografo, critico, docente
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