L’accordatura dello sguardo

Eugène Adolphe Disdéri, (1860)

Eugène Adolphe Disdéri, (1860)

A proposito di intonazione fotografica di cui parlavo ieri (https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2014/02/16/alfabeto-fotografico-personale-intonare/), sentite cosa scriveva, nel 1862, Eugène Adolphe Disdéri, l’inventore del formato carte de visite, che ha fatto di lui – all’epoca – uno dei fotografi più ricchi del mondo:

«La prima cosa che deve fare il fotografo che voglia ottenere un buon ritratto è penetrare, attraverso i mille aspetti anche casuali sotto i quali si trova a vedere il suo modello, il tipo reale e il vero carattere dell’individuo; è studiarlo e conoscerlo. Solo a questa condizione potrà trovare una rappresentazione appropriata, potrà scegliere l’atteggiamento, il gesto, l’espressione, e anche la distanza, la luce, i vestiti e gli accessori della scena, procedere alla ricerca delle combinazioni ottiche che mettano in evidenza ciò che la sua osservazione gli ha rivelato, insomma comporre il ritratto.»

Definirei tutto questo Accordatura dello sguardo fotografico, necessaria per trovare il giusto tono che allinea il fotografo al soggetto, alla luce e allo strumento ottico. Prima di andare in scena.

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fotografo, critico, docente
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