Niente contro le diagonali, sia chiaro

Niente contro le diagonali, sia chiaro. Se nel post di ieri (https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2014/01/22/guardare-un-foto-dalla-parte-sbagliata/) ironizzavo su chi vede sempre diagonali (o altri artifici formali) come primo lato di una foto che, come quella di Dorothea Lange, privilegia il lato del Contenuto-Sostanza-Narrazione- Significato (chiamatelo come volete), se ironizzavo – dicevo – è perché mi sembra che, guardando le immagini in modo così rigido, sia un po’ come entrare nell’appartamento sbagliato di un condominio.

Ci sono diagonali che mi incantano. Come quelle di Rodchenko o di Paul Strand

Alexander Rodchenko

Alexander Rodchenko

Paul Strand

Paul Strand

E’ in casi come questi che il mio sguardo cade, come primo atto, sulla diagonale (sugli artifici formali), perché è la diagonale stessa a reclamarmi, a volere la mia attenzione.

Perché, nel sottile equilibrio tra Forma e Sostanza di una immagine (che possono avere “pesi” ben diversi), ciò che conta è prestare ascolto, come nella musica, a dove cade l’accento. Cioè: devo rassegnarmi ad usare, non, un unico punto di vista, ma occhiali diversi a seconda di dove è distribuito il “peso” visivo della foto. Sulla Sostanza, nel caso di Dorothea Lange; sulla Forma, nel caso di Rodchenko e Strand.

Così facendo, forse entrerò nell’appartamento giusto del condominio.

Annunci

Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
Questa voce è stata pubblicata in Scansioni e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Niente contro le diagonali, sia chiaro

  1. Andrea Fina ha detto:

    Posso affermare che non capita solo nella fotografia? Io per esempio sono uno di quelli che al primo ascolto “fruga” nella musica di un brano, per poi dedicarmi al testo negli ascolti successivi… ma a volte capita che, rapito dall’arrangiamento, del testo non me ne curi affatto. Della foto della Lange, per esempio, sento il peso del vagone sulle teste delle persone, quasi a preoccuparmi per la loro incolumità. Le diagonali non mi hanno rapito, tanto quanto le scarpe.

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Certo che capita non solo in fotografia! È un discorso che credo appartenga a tutte le opere fatte dall’uomo.
      Mi piace la tua lettura della foto della Lange. Mi piace come hai visto/sentito “il peso del vagone sulle teste”. A me colpiva anche il vagone-ombra, il vagone-riparo provvisorio … È la straordinaria potenza che le immagini hanno di produrre altre immagini (mentali) e significati, intuizioni … Grazie, Andrea. A resto.

  2. Occhiali diversi in funzione di dove si vuol guardare. Le lenti da presbite per leggere sono utilissime, ma per guardare lontano no. Dovremmo imparare ad avere un atteggiamento di “focale variabile” e scegliere di volta in volta cosa e dove guardare.
    robert

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...