Lo sguardo al termine delle parole

« … un silenzioso veicolo di comunicazione, talvolta più incisivo ed esplicito delle parole. Due veri innamorati, quando hanno esaurito l’arsenale delle parole d’amore, si guardano fissi negli occhi tacendo.» (Gianfranco Ravasi)

Magari mi sbaglio, ma secondo me questo pensiero aiuta a rispondere, almeno in parte, a una domanda che mi pongo da sempre: Perché fotografo proprio quella cosa lì, quel luogo lì, quel gesto lì? Perché mi sento attratto, irresistibilmente, da quel soggetto?

Comincio a credere che, in certi casi, fotografare sia proprio un atto di amore che si pone al termine delle parole e che si esprime attraverso lo sguardo. Ad esempio, quando seleziono, tra il caos della vita, una porzione di vicolo illuminata dall’alba, forse lo faccio perché, in quel momento, sto amando la luce di quell’alba, sto amando quella porzione di vicolo. E mi rendo conto che, ad un certo punto, non mi resta altro modo, per manifestare/esprimere questo amore, se non accantonando ogni discorso e inquadrando. Perché la parola, in quel momento, ha esaurito ogni suo potere. Clic.

Magari mi sbaglio, ma non mi sento di escludere che Amore possa essere uno dei nomi con cui chiamare quell’atto fotografico che l’amico Fulvio Bortolozzo, sul suo blog Camera Doppia, definisce «primariamente un’esperienza, un calarsi negli eventi con la disponibilità a reagire ad essi». Atto fotografico, insomma, come atto d’amore silenzioso dello sguardo, cioè: un atto che si colloca là dove le parole non hanno più suono né senso.

(Potete trovare il breve ma denso articolo di Fulvio – la cui lettura raccomando – qui http://borful.blogspot.it/2014/01/la-questione-del-racconto.html )

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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4 risposte a Lo sguardo al termine delle parole

  1. Giorgio Cecca ha detto:

    Buongiorno Enrico,
    Condivido, in certi casi è proprio Amore.
    E quando è così bisogna lasciarsi trasportare…..

    Buona giornata,
    Giorgio

  2. Fulvio Bortolozzo ha detto:

    Grazie della citazione Enrico! 🙂

    • lavaligiadivangogh ha detto:

      Citazione doverosa, caro Fulvio. A volte, tu ed io, abbiamo prospettive leggermente diverse sul rapporto tra parola e fotografico, ma sono proprio le visuali diverse che aiutano a definire meglio le questioni e ad ampliare la prospettiva delle singole idee. È una qustione di onestà intellettuale: senza il tuo articolo, probabilmente il mio post sarebbe stato diverso. Grazie a te e a presto. 🙂

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