Ecco, forse, chi è che fotografa

«Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quaggiù, un daimon (…). E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.» (James Hillman)

«Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada (…) quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione. Ecco quello che devo fare …» (James Hillman)

Il post di ieri (https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2014/01/02/ma-chi-e-che-sta-fotografando/), dedicato alle tante figure che agiscono in noi a momento dello scatto, si chiudeva senza risposte. E sempre ieri, un acuto commento lasciato su Fb dall’amico Sergio Chiaramonte, mi ha invece ricordato che forse una risposta c’è. Magari irrazionale, ma che si addice al fotografico (e all’universo dell’immagine), che è – secondo me – impregnato di irrazionale e di scelte che rispondono a logiche spesso misteriose.

Così mi sono ricordato del daimon, il demone/genio che ci accompagna nella vita per realizzare il nostro destino, la nostra vocazione. Ed è stata fortissima la tentazione di pensare che lo sguardo è la finestra che il nostro daimon utilizza per guardare il mondo e controllare la direzione che stiamo seguendo. Ed è proprio il daimon che, forse, facendosi largo tra le tante persone che affollano lo sguardo, è proprio lui, dicevo, che ci spinge a fare clic. Perché è uno dei suoi modi per dire: Ecco quello che devo fare.

(Se volete leggere James Hillman, Il codice dell’anima da cui sono tratte le citazioni e non lo avete nella vostra libreria, potete trovare il capitolo introduttivo qui http://www.rebirthing-milano.it/pdf/La%20teoria%20della%20ghianda%20di%20J.%20Hillman.pdf)

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fotografo, critico, docente
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3 risposte a Ecco, forse, chi è che fotografa

  1. vilma torselli ha detto:

    Siamo sicuri che sia il nostro demone “che ci spinge a fare clic”?, oppure ha ragione Baudrillard quando dice che “……credi di fotografare una scena per puro piacere – in realtà è la scena a voler essere fotografata… Poiché è l’oggetto a vederci, è l’oggetto a sognarci. Il mondo ci riflette, il mondo ci pensa. La magia della fotografia sta nel fatto che tutta l’opera la fa l’oggetto.”
    Giusto per disporre di un’alternativa al vocazionismo …….

  2. Pingback: Scoprire il mondo. Essere scoperti dal mondo | La valigia di Van Gogh

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