La manutenzione dello sguardo. In attesa del gong

Ieri avrei voluto fare come i pittori fiamminghi, che conoscevano le condizioni ottimali della luce per qualsiasi cosa guardassero. Ma non c’è stato niente da fare.

Ieri lo sguardo era assente, assordato dalla confusione. Ieri lo sguardo ha dovuto arrendersi al fatto che la luce ottimale si rifiutava di partecipare alla vita, di darle colore. Come se fosse del tutto inutile lo sforzo di far brillare qualcosa nella frenesia, negli ingorghi, nelle code dei grandi magazzini.

Ieri lo sguardo si è ritirato in un angolo, come un pugile che cerca di ripararsi dai pugni di un avversario più forte, in attesa del gong di fine round . E per farsi forza dice a sé stesso: E’ solo un momento che poi passa.

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fotografo, critico, docente
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Una risposta a La manutenzione dello sguardo. In attesa del gong

  1. Cesare Nicola ha detto:

    Non è esattamente la situazione da te descritta, però…
    Un po’ di tempo fa volevo andare a fotografare nei boschi del Ticino. La domenica successiva il cielo era grigiastro, piovigginoso e di nessuna ispirazione: ho rinunciato. Le due domeniche successive il cielo era la fotocopia delle precedenti: ho rinunciato. La quarta domenica stesso cielo, però stavolta ne avevo piene le scatole di aspettare e nel bosco ci sono andato la stesso. Risultato: una piacevole passeggiata all’aria aperta ed anche delle discrete foto!

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