Fotografia e Memoria. 2 (Diario di lavoro)

Lunedì scorso, a Vigevano, abbiamo continuato a lavorare sulla memoria. E finalmente le parole si sono trasformate in immagini. In un certo senso: le immagini ci hanno trovato. Ecco come.

Quasi tutti gli oggetti-universo che avevamo scelto come “detonatori” per il ricordo (ne avevo scritto qui  https://lavaligiadivangogh.wordpress.com/2013/11/27/fotografia-e-memoria-1/) sono svaniti, si sono trasformati in qualcosa d’altro. Ad esempio: la maglietta del Liverpool è diventata la copertina di Abbey Road dei Beatles; il paio di calzini è diventato Il maestro e Margherita di Bulgakov; il telepass è diventato un viaggio nelle proprie paure. La vitalità degli oggetti-memoria, insomma, ha funzionato ed è esplosa in mille direzioni diverse.

Ognuno di noi ha lasciato traccia di sé dentro alle immagini. Nel senso che le “fotografie” sono state non solo atti creativi, ma anche (soprattutto?) atti terapeutici.

Quasi tutti hanno incontrato, in modo assolutamente naturale, la Forma più adatta (necessaria?) a tradurre visivamente la propria memoria. In genere è stata adottata una soluzione “interna” alla fotografia: come la doppia esposizione, ad esempio, che ha permesso di “montare” nella stessa inquadratura piani temporali diversi. Ma c’è anche chi ha dovuto ricorrere a Forme più elastiche, come il video, o la narrazione combinata di immagini/parole, per poter ospitare l’esuberante ricchezza dei ricordi.

E’ una fase ancora interlocutoria. Aver scoperchiato il vaso di Pandora ha prodotto un flusso di immagini difficile da governare e, adesso, il problema principale è quello di togliere. Less is more. A cominciare dalle parole, ancora troppo presenti. A meno che non si decida che anche le parole devono diventare parte integrante dell’immagine. Vedremo.

Sono grato a questi fotografi che mi permettono di osservare, così da vicino, come nasce un’intuizione visiva e come si trasforma in immagine. Prossimo appuntamento a fine Gennaio. Buon lavoro a tutti.

(continua)   

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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