La manutenzione dello sguardo. Uno sguardo gratuito

Sono giorni, per me, un po’ troppo affollati: di impegni, incombenze, fastidi. Spesso inutili. Giorni in cui sono le incombenze a dettare il ritmo allo sguardo, a fissarne la direzione. E lo sguardo ne soffre, si sente a disagio in questo ritmo forzato.

Come la prima volta che sono stato su un treno ad alta velocità: quel giorno mi sembrava che lo sguardo si stesse scollando, che non riuscisse più seguire le immagini che si succedevano a quel ritmo innaturale. Un ritmo che non mi apparteneva.

Per questo, con l’esercizio di manutenzione di oggi, voglio ridare aria allo sguardo. Per questo, oggi, contro ogni logica delle incombenze farò, ad intervalli più o meno regolari, una cosa molto semplice: mi fermo. Mi fermo e rimango lì, a guardare. Per il desiderio e il piacere di farlo. E basta.

Secondo la logica delle incombenze questo gesto non ha senso, non ha profitto, ma io lo faccio: mi fermo e contemplo. Gratuitamente. Così provo a mandare in apnea i fastidi e a togliere il fiato alle cianfrusaglie che ingombrano la mente.

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Informazioni su lavaligiadivangogh

fotografo, critico, docente
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4 risposte a La manutenzione dello sguardo. Uno sguardo gratuito

  1. Cesare Nicola ha detto:

    “…contro ogni logica delle incombenze…” Sempre ammesso che ci sia una logica nelle incombenze! Vivere con lentezza: una filosofia che spesso predico ma che metto in atto meno di quanto vorrei e potrei e di quanto sembra agli occhi degli altri. Avere un bimbo che è l’incarnazione del moto perpetuo, inoltre, non aiuta! 🙂
    Comunque, una lettura ogni tanto, come promemoria, a questi comandalenti, aiuta:
    http://www.vivereconlentezza.it/content/i-14-comandalenti

  2. lavaligiadivangogh ha detto:

    Grazie, Cesare per la segnalazione. Bella!

  3. Cinzia ha detto:

    Vivere slow per fuggire il mondo coi suoi rumori, la samsara che inolda i nostri sensi… bravo…hai fatto bene. A volte, tornando a casa in bici, mi fermo ai giardini lungo il tragitto ed osservo, distento lo sguardo, poi riprendo la mia corsa verso casa, tra i rumori ed i pericoli del traffico urbano.

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