Fotografia verbale. Una madre

Guardo mia madre invecchiare su una poltrona, in un angolo [clic]. La guardo e capisco che tutta la sua storia è riassunta in quel corpo sempre più curvo  e dolente [clic].

Guardo il suo corpo di oggi, vinto e martoriato dalle malattie [clic]: reali, immaginarie o temute. La guardo e penso che la fotografia, a volte, sa essere crudele, perché nell’immagine di oggi [clic] sbiadisce, di colpo, la memoria di tutte le immagini del passato.

Oggi la guardo ed è come se vedessi una barca tirata in secca per l’inverno [punto].

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fotografo, critico, docente
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2 risposte a Fotografia verbale. Una madre

  1. Roberto Bianchi ha detto:

    é vero, come è vero che nel futuro questa immagine sarà riposta in un cassetto della mente e riaffioreranno i momenti ed i ricordi migliori, e allora la stessa barca che adesso è in secca, sarà nuovamente in viaggio. e stavolta senza più inverni..

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